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Da oggi via libera alle sanzioni per chi getta cicche e gomme da masticare, ma basterà? PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Mercoledì 30 Dicembre 2015 22:12

ph Gianluca Congi © - Quando il rispetto per l’ambiente è una questione di cultura, che va ben oltre la presenza di norme o misure d’incentivo per debellare abitudini sbagliate. Nei 79 articoli del collegato ambientale, previste anche le sanzioni per chi abbandona rifiuti di piccolissime dimensioni, raddoppiate se trattasi di rifiuti di prodotto da fumo. Tutto questo, basterà per fermare l’inciviltà del popolo italico, rispetto ad alcune questioni ambientali e del vivere quotidiano?

Il collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2016, da poco approvato, prevede, tra le altre cose, anche l’introduzione di nuove misure all’interno del D.lgs. n. 152/2006 (cd. Codice dell’Ambiente) e, riguardanti i rifiuti di prodotto da fumo e i rifiuti di piccolissime dimensioni. Da oggi sarà previsto “il divieto di abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni, quali scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare nel suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi, al fine di preservare il decoro urbano dei centri abitati e per limitare gli impatti negativi derivanti dalla dispersione incontrollata nell’ambiente”. Tali condotte, sono punite, con sanzioni amministrative da 30 a 150 euro, che vengono aumentate fino al doppio, per l’abbandono dei rifiuti di prodotti da fumo (cicche, mozziconi, ecc.). A dire il vero, molte città italiane, nei propri regolamenti comunali, sul decoro o in materia di polizia urbana, avevano già previsto da qualche tempo, specifici divieti e sanzioni per l’abbandono di questa tipologia di rifiuti, specie per quelli derivanti dall’insana abitudine di molti fumatori, di gettare mozziconi di sigaro o sigaretta, in ogni dove. Nel “Nuovo codice della strada”, da diversi anni, negli “atti vietati”, all’interno delle strade e delle loro pertinenze, è previsto uno specifico divieto per il deposito di rifiuti e materie di qualsiasi specie, oltre a quello di gettare dai veicoli in movimento, qualsiasi cosa (quindi viene spontaneo pensare ai fazzolettini, agli scontrini, alle cicche, alle chewing gum, ecc.). I comuni, utilizzeranno il 50% delle risorse, derivanti dalle sanzioni, per “apposite campagne di informazione da parte degli stessi comuni, volte a sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l'ambiente derivanti dall'abbandono dei mozziconi dei prodotti da fumo, nonché' alla pulizia del sistema fognario urbano”. Nell’agenda verde o collegato ambientale, è disposto anche l’aumento dei cestini per i rifiuti, specialmente in quelle aree che ne sono completamente sprovviste, un dovere in più, per quei comuni, che sono latitanti su un fattore fondamentale della nostra vita, quale la sostenibilità ambientale. Avere dei banalissimi cestini dei rifiuti, nelle piazze, nelle isole pedonali o nell’abitato, è un segno tangibile di civiltà, purtroppo, ancora oggi, in molti casi un miraggio, soprattutto, nel Mezzogiorno, pur se non mancano le eccezioni. Queste misure, da sole, saranno sufficienti a far cambiare rotta, ai barbari comportamenti dei milioni di cittadini italiani? In molti stati europei e non solo, oltre che tali norme, esistono da moltissimi anni, vi è pure un’evidente e maggiore sensibilità rispetto a certe questioni, per cui nemmeno se ne parla di queste problematiche. Il vuoto di cultura “green”, può essere colmato solo con l’insegnamento dell’educazione ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado, sarà questa la vera rivoluzione sociale dell’Italia, sempre che qualche bravo politicante, deciderà, oltre le chiacchere, di attuare quanto di più semplice e naturale esiste!  Gianluca Congi ©

 

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