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“Welcome to Sila”… PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Domenica 27 Novembre 2011 14:32

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Puoi andare a Palla Palla, a Ferolia o a Macchia di Truono, per citare delle zone prossime al centro urbano della “capitale della Sila”, ma puoi andare anche a Monte Volpintesta, a Macchia di Pietro, a Pettinascura, a Cagno o a Carlomagno, luoghi interni e nel cuore della montagna, non cambia niente.

Bene, qualcuno dirà: “Sta parlando della nostra magnifica e lussureggiante Sila, il posto, dove l’aria è la più pulita d’Europa o del Mondo, il luogo incontaminato per antonomasia”. Forse c’è un “ma”…un “ma” un po’ pesante da mandare giù, per tanto svelerò il “ma” a breve, anche perché non vorrei augurare a nessuno delle feste con sgradevoli indigestioni. Voglio fare una premessa molto importante. Di posti incontaminati c’è ne sono, per fortuna la nostra Sila, fino a prova contraria, non è un campo annientato dalle locuste. Non sto nemmeno facendo un accostamento con l’area dell’ex-Pertusola, giusto per un riferimento, spero che sia abbastanza chiaro questo concetto. Senza girarci troppo intorno, ritorniamo alla parte iniziale di quest’articoletto. Che significato possiede, la mia opinione, che andando ovunque non cambia niente? Forse perché un po’ dappertutto si trova sempre qualche “schifezza”? Direi che è proprio così. Che possa essere una bottiglia di birra vuota, una busta in famigerato materiale plastico, un bel nastrino, una gomma di camion, dei bidoncini usati dai boscaioli, una scatoletta vuota di tonno, consumata all’ombra di qualche bel pino laricio silano, una macchina arrugginita stipata in qualche ameno vallone, uno “scardino” o una “lavatrice” in qualche greto di fiume, o meglio un fresco incartamento di qualche merendina lasciata da un qualunque “goloso” della montagna. Ricordi e saluti dalla Terra delle mille contraddizioni. Ogni volta mi sembra un “Welcome to Sila”, un bel bigliettino da visita pronto e confezionato ad arte, frutto di una storica e profonda cultura d’amore per il territorio che ci ha dato la possibilità di nascere, crescere e vivere (che cosa grandiosa, pregna di civiltà?!). Al bando le ciance di chi ancora oggi si riempie bocca e tasche con l’ambiente, lo sviluppo eco-sostenibile, le profezie di una tutela ambientale fasulla e povera di concretezza. La natura non ha bisogno di comizi, prese in giro, finti amanti del silenzio e della pace primordiale, di quaquaraquà, di populisti e di mangiapane a tradimento (sfruttatori senza diritti, la Terra è del Creato; nessuno di noi è proprietario assoluto). Basterebbe osservare un semplice religioso silenzio (oggi spezzato da potenti rumori di ogni sorta di congegno umano, mamma mia che cose orribili) e non lasciare la nostra impronta di esseri incivili e incoscienti, la presenza dell’uomo (padrone-incivile-rude e maleducato) è arrivata in ogni luogo, Spazio compreso. La Sila non merita noi come noi non meritiamo la Sila, punto. Dormite tranquilli e a sette cuscini, mangiate e bevete, divertitevi e non pensate a queste mie cazzate, intanto un giorno non lontano forse qualcuno prenderà consapevolezza di tutto ciò, con la speranza che non sia troppo tardi. Welcome to Sila, una Sila pulita e non avvelenata, utopia o realtà? A voi la scelta. Buone feste.

 

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