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Il massiccio del Pollino visto dalla Sila: l’immensità della natura! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 04 Settembre 2014 22:21

Sono ben ventuno, le vette principali che compongono il massiccio del Pollino, da taluni, definito come l’Olimpo del Sud o il monte di Apollo.

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Questa maestosa montagna, tra le più selvagge della catena appenninica italiana, si rende ancor più spettacolare, quando dalla Sila, in determinate giornate, si mostra in tutta la sua bellezza, quasi a volersi celebrare. Dall’altipiano silano è possibile ammirare il massiccio, infatti, sono a me noti, diversi punti di nitida osservazione, in ogni caso, occorrono necessariamente dei giorni sereni dall’orizzonte limpido. Nel tempo, tra i vari siti di veduta, ne ho individuato uno in particolare, da dove, il Pollino sembra quasi a portata di mano, specie d’inverno e quando questo immenso gigante buono è vestito di candido bianco. Cinque cime superano i 2.000 metri di quota (Serra Dolcedorme (2.267 m), Monte Pollino (2.248 m), Serra del Prete (2.181 m), Serra delle Ciavole (2.130 m), Serra di Crispo (2.054 m). L’attuale territorio, specie nei dintorni di Serra Dolcedorme, appare scolpito grazie all’azione di antichissimi ghiacciai; in questo luogo, nei tempi che furono, era presente un’enorme massa di ghiaccio che componeva il ghiacciaio del Frido. In altre parti, ancora oggi, si scrutano i detriti morenici, a testimonianza di quello che doveva essere il paesaggio specie alle alte quote. La Sila e il Pollino si tendono la mano, accomunati dalla straordinaria grandiosità. Come dicevo all’inizio, tra i diversi punti della nostra Sila, ve né uno che si presta particolarmente per “abbracciare” spiritualmente e visivamente la montagna degli Dei. Dal comune di Spezzano della Sila, in località Laghicello, ecco che è proposta l’immagine, immortalata in una freddissima mattinata dell’inverno di quest’anno. Buona è la visione che appare anche da Serra Carlomagno, tra i comuni di San Giovanni in Fiore e Serra Pedace. Il pallido sole, illumina le vette, ammantate dalle abbondanti nevi cadute nella nottata. Uno scenario mozzafiato, che il Creatore ci ha donato chiedendo in cambio il nostro nobile impegno, indirizzato al rispetto più assoluto verso l’immensità della natura, espressa in tutte le sue forme e manifestazioni, anche quelle che a noi, ingiustamente, sembrano insignificanti.

 

Gianluca Congi ©

 

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