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La Passera lagia, una specie non comune e poco conosciuta – le ricerche sulla Sila calabrese. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Domenica 02 Ottobre 2016 12:42

La Passera lagia in Sila - ph Gianluca Congi © Tra le varie specie di passeri che vivono nell’Italia Meridionale, ce n’è una scarsamente studiata oltre che poco diffusa, essa vive ancora con isolati nuclei riproduttivi in alcuni luoghi della Calabria. Da molti anni, grazie agli sforzi di Gianluca Congi, noto appassionato di ornitologia calabrese, la Passera lagia è attentamente monitorata proprio sulla Sila, ritenuta da qualche tempo, una delle aree appenniniche più importanti per la nidificazione di questa specie in declino. - Aggiornamento alla stagione riproduttiva 2016 -

 

Sito di nidificazione della Passera lagia in Sila - ph Gianluca Congi © Sin da piccolo, affascinato dal mondo dell’ornitologia, mi chiedevo quali specie fossero presenti sulla Sila, montagna per antonomasia della regione mediterranea italiana. Con gli anni, dopo aver osservato interessanti specie, ho inquadrato molto del mio tempo per ricercare soprattutto quegli uccelli che erano poco diffusi, scarsamente studiati, e da taluni, ritenuti addirittura rarificati o non più presenti. Perciò da diversi anni, sul territorio silano, seguo anche la Passera lagia (Petronia petronia), uccello poco diffuso, che ha risentito d'importanti contrazioni di areale e di consistenza numerica, specie in alcune aree italiane come il Piemonte e il Lazio, tale da essere ritenuto in uno stato di conservazione “sfavorevole” o “cattivo”. Questo passero, lungo fino a 17 cm e con peso fino ai 35 gr, somiglia alla femmina di Passera oltremontana ma da questa differisce per le ampie sfumature cromatiche del capo che presentano un evidente sopracciglio pallido tra la parte laterale del vertice e la stria oculare, che sono entrambe scure. Le parti inferiori chiare sono contraddistinte da strie brune-grigie, mentre una caratteristica esclusiva è la presenza di una macchietta di colore giallo situata tra la gola e il petto, questa, non sempre si osserva, specie quando l’uccello assume determinate posizioni. In volo, la coda scura evidenzia larghe porzioni di colore bianco agli estremi delle piume esterne. In questa specie i sessi non differiscono e di conseguenza sono simili mentre nei giovani le strie sul capo sono molto più evidenti. Il becco molto robusto è talvolta rosato nella parte della mandibola inferiore. Questa specie, in Italia, oltre ai piccoli nuclei delle alpi piemontesi è distribuita in modo frammentato in alcune aree dell’Appennino centro meridionale, nel Lazio, nelle regioni meridionali, in Sicilia e Sardegna. Nel 1907, secondo Enrico Hillyer Giglioli, nel “Secondo resoconto dei risultati dell’inchiesta ornitologica in Italia”, la Passera lagia, in Italia, era considerata “specie comune in località montuose, sparsa ovunque, sedentaria ed immigrante invernale”. In Calabria ho notizia certa della specie in alcune zone localizzate, in dettaglio nel Crotonese, nel Savuto, nell'area del Pollino, nella provincia di Reggio Calabria e ovviamente sulla Sila cosentina, verosimilmente potrebbe essere presente anche in altre zone, pur se comunque è specie poco diffusa. Sempre per quanto riguarda le osservazioni condotte sulla Sila, l’habitat preferito è sicuramente quello delle valli con aree aperte esposte a sud, presenza di campi coltivati e di aree incolte; molte zone sono adiacenti ad ampie porzioni di bosco per lo più pinete di Pino laricio silano. In queste zone l’esistenza di vecchi fabbricati, ruderi e costruzioni rurali costituiscono il luogo ideale per la nidificazione che avviene nei piccoli anfratti; tuttavia ho potuto riscontrarla come nidificante, anche presso dei piloni di viadotti, insenature di tralicci della bassa-media tensione, in buchi e/o vecchi nidi realizzati da altri uccelli (Gruccione) su scarpate di terreni e in un caso, poi non più poi registrato, nella cavità di un albero maturo di Robinia (buchi di alimentazione per opera di picchi). Spesso è stata insidiata dallo Storno e dalla Gazza. La specie in ambito appenninico e subappenninico è scarsamente conosciuta. Dove è stata invece studiata, ha evidenziato popolazioni a volte abbastanza fluttuanti, tale circostanza, è stata riscontrata anche in Sila, in alcune annate particolarmente fredde e piovose. La specie, d’inverno, compie spostamenti rispetto alle tradizionali aree di nidificazione silane, durante questo periodo ho svolto molte visite nei territori presilani al fine di rinvenirla, riuscendo a individuarla nel territorio della provincia di Crotone e in una zona mite del comune di San Giovanni in Fiore a circa 600 metri di quota, dove poi, nonostante le continue visite, nel periodo riproduttivo non sono più riuscito a contattarla. In Sila, in almeno sei zone omogenee è regolarmente nidificante, in queste località l'ho potuta osservare sistematicamente fino al mese di ottobre e in alcune stagioni poco fredde, anche fino a dicembre, mentre in gennaio e quasi tutto febbraio la specie è risultata essere assente dall’altopiano silano. Il sito riproduttivo più importante si trova nel Parco Nazionale della Sila, tra i 1400 e i 1600 mt. di quota s.l.m., risulta pure la stazione più elevata in Calabria da me conosciuta, sia in termine di riscontro della specie (1561 mt.) sia come punto di nidificazione accertato (1470 mt). In questo luogo, il 29 agosto 2013, ho contato circa settanta individui, in unico gruppo e in periodo di fine stagione riproduttiva. Sempre in quest’area è stata vista intenta all’accoppiamento già nel mese di aprile, dove alcuni individui visitavano anche probabili siti di nidificazione (osservati comportamenti con possibile accoppiamento di più maschi con una femmina – poliandria). Tra fine maggio e inizi giugno, vi è stata la schiusa delle uova, tenuto conto che i genitori sono stati visti alimentare i pulcini, tramite insetti raccolti nei vicini campi. Tra fine giugno e i primi di luglio, i piccoli, appena involati, erano già attivi e in grado di muoversi in autonomia. Credo, in modo convinto, che questa specie, in accordo anche con quanto sostengono i più autorevoli ornitologi, risenta delle trasformazioni degli habitat, delle pratiche agricole poco oculate, della ristrutturazione e ammodernamento di vecchi edifici rurali e anche dei cambiamenti climatici, specie in periodo riproduttivo. Da confronti e raffronti con i dati raccolti da vari ornitologi sul territorio nazionale, posso tranquillamente affermare che la Sila cosentina è una delle principali aree di presenza e nidificazione della specie per quanto concerne l’Appennino meridionale, dato quest’ultimo, che fino a pochi anni fa era completamente sconosciuto. La specie, infatti, era certamente data come nidificante per la Sila, ma non era nota alcuna consistenza numerica e indagine specifica che potesse svelare l’interessante considerazione poc’anzi rappresentata. Sono in corso indagini più approfondite su due nuovi siti, posti rispettivamente a circa 1100 e 1240 metri s.l.m., al fine di stabilire se sia anche qui nidificante o semplicemente presente nei periodi pre e post nidificazione (avvistamenti fatti in aprile e settembre). Anche in questo caso, l’uomo, dovrebbe essere rispettoso per quello che è l’unico ambiente che abbiamo, rammentando che la convivenza pacifica con tutte le creature è fondamentale per la sopravvivenza anche della nostra stessa specie. La Passera lagia è una specie particolarmente protetta dalla L.157/1992 poiché inserita nella Convenzione di Berna, ne è vietata la cattura, l’uccisione e la detenzione, comportamenti puniti con sanzioni di carattere penale. Altre normative, quali la Direttiva uccelli, pongono l’attenzione sulla conservazione della Petronia petronia e sugli habitat dove ancora questavive e si riproduce. Gianluca Congi - www.gianlucacongi.it

LE IMMAGINI DELLA PASSERA LAGIA E IL TESTO SONO CONSULTABILI SU METEOWEB.EU - CLICCA QUI -

 

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