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Il Lupo è cattivo, ma solo nelle favole!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Martedì 12 Gennaio 2010 17:32

ATTENZIONE - HELP !!!

APPELLO ACCORATO PER SALVARE I LUPI DELLA SILA MINACCIATI ANCORA OGGI DA " FAMELICI ESSERI UMANI" CHE INFONDONO VELENO E TRAPPOLE ALLO SCOPO DI DEBELLARE UN ANIMALE INNOCUO QUANTO PREZIOSO. IN SILA, E’ IL VERO ED UNICO PADRONE DEI BOSCHI... Un magnifico lupo rinvenuto in Sila.                             

Ancora oggi, in Sila, i lupi muoiono grazie a gente incosciente. Il veleno silenzioso, miete vittime dopo vittime, anno dopo anno; bisogna poi aggiungere i colpi di fucile, i lacci e le trappole, raramente qualche incidente stradale, ma al momento i dati su quest'ultima causa di morte, che mi risultano, sono fermi a due episodi noti nell'ultimo decennio 1999-2009. Solo nel 2006, si fa per dire, 6-8 lupi morti, questo dato, in conformità a testimonianze attendibili, rinvenimenti e altre informazioni. Per gli anni futuri? Speriamo che di lupi non se ne ucciderà nemmeno uno ma alla speranza bisogna aggiungere impegno serio e determinato per combattere questa vergognosa piaga! I lupi muoiono tra San Nicola e Montenero, almeno per le aree da noi meglio conosciute e sorvegliate. La causa principale sempre la stessa: avvelenamento! Capita spesso in autunno o in inverno, paradossalmente, quando magari i pascoli sono nelle marine, in giro c’è poca gente, la Sila cade nel silenzio candido e millenario dei rigori invernali e del gelo. Nel 2012-2013 altri casi di lupi morti, sul versante di Cavaliere e sul Montenero, con le dovute cautele sulle reali cause, c’è da dire, che, come capita spesso, i lupi sono visti con un atavico odio che non trova alcuna spiegazione ragionevole, solo l’analfabetismo culturale può generare figli crudeli verso il bene più prezioso che abbiamo: la natura! Ritornando alle misteriose morti dei lupi silani, ci vien spontaneo domandarci, chi è che attenta allora all’incolumità di un animale assolutamente innocuo oltre che particolarmente protetto dalla legge? Il Lupo è dipinto cattivo, specie ai più piccini; nelle favole, l'animale rappresenta il malefico e malvagio essere da combattere, una concezione errata quella di vedere le creature animali, interpreti di cultura popolare frutto dell'ignoranza più becera. Diversi personaggi legati al mondo della pastorizia (non tutti per fortuna), ancora oggi vedono nel prezioso canide, come il nemico numero uno da combattere con ogni mezzo possibile. I lupi sono accusati, dai tempi della luna, di essere gli autori delle razzie e delle scorribande ai danni di bestiame e animali domestici; ahimè, in moltissimi casi, cani rinselvatichiti o anche malinconicamente abbandonati per strade e contrade, che a differenza del Lupo non hanno paura dell'uomo, spinti dalla fame, non esitano a compiere le mattanze. Allora qualcuno dirà, prendiamocela con i cani vaganti o randagi. Facendo una doverosa premessa, cioè che la colpa è sempre dell’uomo che abbandona questi poveri animali a un triste destino, mi pare ovvio che sarebbe finalmente auspicabile una serrata operazione di controlli a tappeto, sull’anagrafe dei cani, specie per quelli tenuti nelle campagne e, non solo su quella dei bovini, caprini, ovini ed equini; rammentando che trattasi di pratica resa obbligatoria dalla legge ma ampiamente disattesa, specie nell'Italia meridionale. Inoltre, ricordiamoci che i cani rinselvatichiti non sono solo una minaccia per l’uomo ma anche per gli stessi lupi, con cui non è escluso che possano ibridarsi, compromettendone seriamente, nel tempo, la purezza genetica della specie. Oggi più che mai questo magnifico essere vivente che è il Canis lupus, oggetto di tutela e protezione, viene scacciato in ogni modo non perché è considerato nocivo per tutti e per tutto, come avveniva nel passato, ma perché evidentemente ci sono anche dei criminali e dei delinquenti ambientali, che non sanno neppure una virgola di quello che il Lupo rappresenta per l'ecosistema oltre che anche per l'uomo. Il riferimento, in questi casi, va indirizzato a tutti quelli che distruggono i boschi tramite scellerati tagli, per mezzo degli incendi e con tutte quelle azioni poco oculate, che mirano a sfruttare la montagna senza alcun rispetto, spesso sotto l'egida dello sporco dio denaro. Cosa ne sarà della Sila quando avrà perso i suoi lupi?  Mi sembra che a questa domanda non esista idonea risposta, un interrogativo che non bisognerebbe nemmeno porsi, tenuto conto che nessuno sarà in grado di scacciare il vero padrone della Sila. Questa montagna, senza i suoi lupi, diventerebbe la montagna più povera del mondo, povera soprattutto di tutto quello che questi bellissimi animali da epoche storiche e lontanissime rappresentano, in altre parole, il baluardo della natura selvaggia per antonomasia. W IL LUPO DELLA SILA. AD MAIORA. Gianluca Congi ©

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CREDITI: Testi e foto di Gianluca Congi © - in caso di utilizzo di foto e testi, citare la fonte come segue: tratto da Gianluca Congi - www.gianlucacongi.it - Revisione testi del 01.05.2014. La foto del lupo morto è del rinvenimento avvenuto il 27.12.2005 in pieno Parco Nazionale della Sila, zona Sila Grande in provincia di Cosenza, ad opera di Gianluca Congi e degli agenti del Corpo Forestale dello Stato, l'animale, oggetto di avvelenamento, essendo stato rinvenuto in buono stato di conservazione, oggi si trova imbalsamato è visibile al pubblico, presso il Centro Natura del C.F.S. - Parco Nazionale della Sila in loc. Cupone di Spezzano della Sila (Cs). Il Lupo adulto ripreso a ridosso di un bosco del Parco Nazionale della Sila è stato fotografato il 06.05.2010, probabilmente non era da solo, visto che nella medesima zona sono state rinvenute tracce di almeno tre lupi.

 

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