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L’Allocco arbëreshë PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Martedì 12 Gennaio 2010 17:21

Quando una storia vera può assumere i caratteri di una favola...

L’ennesimo intervento dopo estenuanti contatti di qua e di là.. per non parlare dell’indifferenza più totale di certe persone preposte, si perché ancora oggi oltre ai proclami della tv sulla tutela degli animali e della natura, al Sud e in Calabria nello specifico c’è gente che vede come un grande fastidio o peggio come una bella gatta da pelare, se capita un rapace o un falco ferito da recuperare, mi chiedo certe posizioni con che coraggio vengano occupate da taluni elementi…lascio ai tanti l’interpretazione più giusta anche perché a me interessano i fatti concreti e non i perditempo, esseri tutt’altro che in via d’estinzione…purtroppo!!!

La signorina/signora Lorella di primo mattino trova nei pressi di una delle aree naturalistiche e boscose più integre oltre che belle della provincia di L'Allocco arbëreshë. Crotone, uno strano uccello per terra, tutto intontito oltre che impaurito….che sarà mai e che sarà mai successo…?

Succede a Carfizzi il 30 Aprile 2008, meno di 1000 abitanti arroccati a quasi 500 mt di quota e distanti 45 km circa da Crotone in un’area interna di notevole valore ambientale e paesaggistico, uno dei tre centri di origine albanese della provincia, dove ancora oggi sono conservate intatte le tradizioni di un popolo forte ed attaccato alle proprie origini risalenti al XV secolo. Poco più distante, lungo la strada che porta verso Pallagorio, altro centro arbëreshë, c’è il Parco della Montagnella, un bosco comunale ricco di lecci e querce, segnato da una valle imponente che sovrasta a mio giudizio, come anticipavo prima, un angolo di paradiso naturale ancora intatto nonostante tagli, incendi e pascolo, tutto questo forse anche grazie ai carfizzoti e al Sindaco Caterina Tascione, una donna tenace come i tanti e tenaci lecci abbarbicati a queste colline da dove si può scorgere allo stesso tempo il mare e i monti della Sila…un posto magnifico che ho spesso visitato alla scoperta di sentieri e di una fauna sempre più rara ma ancora fortunatamente presente…Non aggiungo altro anche se è doveroso puntualizzare il contesto dove certi fatti accadono…Lorella, come raccontavo prima, appena trovato lo strano uccello rapace notturno a terra cerca di prenderlo…ma repentinamente lo stesso gli sfugge…lo raccoglierà dopo non pochi girotondi, in un rovo lì vicino. L’uccello viene scambiato per un Gufo, dopo breve si capirà che comunque è un uccello appartenente alla famiglia dei rapaci notturni…è ferito, ha un’ala penzolante e un trauma al becco, avrà, come capita spesso, sbattuto violentemente contro qualche vetrata, in questo caso del complesso limitrofo al Campo sportivo di Carfizzi.

Lorella da lì a poco si imbatterà in decine di chiamate e contatti... inizia...scomoda tutti, Comune, forze di polizia, associazioni ambientaliste, solo grazie a dei contatti finalmente giusti, prima con Biagio Caruso della Lipu e dopo con Pino Paolillo, segretario regionale del WWF, si avrà l'effetto sperato. Dopo ore e ore di preoccupazione ecco che da un così apparentemente lontano ed austero luogo di Calabria, Eugenio Muscianese, un carissimo mio amico del WWF di Santa Severina, riesce a intervenire e successivamente a consegnarmi il volatile, un adulto maschio di Allocco in fase rossiccia, un comune rapace notturno, particolarmente protetto dalla legge, utile all’ambiente per il ruolo di predatore, chiamato in vernacolo calabro “Zagarogna”, considerato da taluni un altro simbolo della sventura, ovvio che il tutto è frutto della solita cultura arretrata ancora in parte presente nelle vecchie generazioni e sempre meno nelle nuove, per fortuna e grazia di Dio.

L’”Allocco arbëreshë”, così l’ho battezzato subito…pensando alla sua soccorritrice, che ha fatto di tutto per portarlo in salvo unitamente agli altri che hanno concorso a vario titolo. Quello che mi ha colpito di questa storia è stata la telefonata con Lorella, appena gli ho riferito dello stato di salute dell’animale, apparentemente buono e del fatto che probabilmente se la sarebbe cavata con un breve ricovero al CRAS di Rende, codesta è esplosa in una gioia incontenibile, “come sono contenta…che bella notizia”…come se il tutto riguardasse una persona umana scampata a un incidente, ad una malattia o chissà a quale sventura, mi emoziono profondamente nonostante siano oltre 20 anni che mi occupo di animali…non appena sento determinate sensazioni vere oltre che autentiche...queste, espresse da parte di gente così silenziosamente interessata eppure nascosta in questi angoli così apparentemente lontani dal mondo ma altrettanto così ricchi di posti, storie e gente rara da trovarsi al giorno d’oggi.

Forse la mia sarà un'esagerazione per taluni, il vero fatto che solo la tenacia di questa donna ha salvato la sorte di questo “illustre cittadino arbëreshë”, si perché lui nel mentre veniva controllato al fine di comunicare al CRAS la reale situazione, spadroneggiando con l’occhio vispo mi è parso un soggetto a cui portare il massimo rispetto, testimone di cultura e di amore per la natura…del resto sia per il luogo di provenienza sia per il magnifico paese di Carfizzi…non possono dargli torto…ci mancherebbe signor Allocco arbëreshë…ci mancherebbe!!!...A lei come alla signora Lorella e a tutti i cittadini di Carfizzi vada il massimo rispetto, per fortuna che esistono ancora oggi persone e posti così pieni di fascino e di amore verso le creature di Madre Natura…non si preoccupi che presto ritornerà nei cieli…io spero di Carfizzi, chiederò come al solito al CRAS se possibile, di riportare l’illustre cittadino arbëreshë alla Montagnella; che il canto di sua signoria possa echeggiare ancora per molto nelle valli cupe dell’alto Marchesato crotonese…Auguri e buona guarigione.

Questo racconto, vero per i contenuti ma un pò sarcastico per le espressioni, vuole essere da monito per tutti verso un rispetto totale per le creature e comunque, vuole essere d’elogio per una cultura che trova in me molta ammirazione anche per dei gesti che sembrano scontati ma che vi assicuro sono espressione autentica di lealtà verso il proprio territorio e le risorse naturali, ecco come si tutela la natura con i fatti…perdendo una intera giornata per salvare un povero e sfortunato Allocco…ops…mi scusi per l’errore signor….......................Allocco arbëreshë!!!

Gianluca Congi

 

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