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Chi non ha rispetto per gli animali non ha rispetto neppure per se stesso PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Martedì 12 Gennaio 2010 16:37

Una morte atroce. Nella "civile" San Giovanni in Fiore, si scopre che i casi di violenza, maltrattamento e insofferenza nei riguardi degli animali sono davvero arrivati al capolinea. Tra il 2008 e il 2009, sono state decine le denuncie che ho trasmesso all'attenzione della Procura della Repubblica per reati che hanno visto protagonisti, ahimè, gli animali. Avrei voluto parlare dei tanti gesti d’amore e di affetto, che molta gente compie quotidianamente nei riguardi dei migliori amici dell’uomo, però tramite questo giornale, voglio portare sempre più in auge la condizione culturale e sociale di un popolo, che immancabilmente si rispecchia nel vivere quotidiano.

Possedere una buona cultura non significa leggere solo dei libri oppure i giornali tutti i giorni, attenzione, la cultura si esprime, a mio giudizio, ogni qualvolta un essere umano si impegna affinché ci possa essere l'affermazione dei sani principi peri una convivenza armoniosa in tutto e per tutto ma soprattutto verso gli esseri più deboli, come ad esempio gli animali. Mi occupo da una vita di questi temi, da modesto animalista e ambientalista dovrei essere solo indignato, nauseato, profondamente deluso, stranamente non lo sono in forma così palese, ciò perchè combatto e credo in ciò che faccio, d’altronde in tutti questi anni di educazione e sensibilizzazione a vario titolo, di vittorie ne ho festeggiato, aggiungo, qualora ve ne fosse necessità, che il pessimismo non mi appartiene per natura.

Da investigatore, invece, posso tranquillamente dire che non mi sono mai pentito di aver denunciato "mezzo" paese per reati ambientali, contro la fauna, gli animali o il patrimonio, non mi sono mai perso d’animo, specie quando ero da solo contro tutti, oggi, sono profondamente convinto di poter inchiodare molti dei responsabili che compiono atti riprovevoli a danno di quello che ci circonda, natura e animali. L’ultimo caso che ho seguito è stato quello accaduto su Via Maruzza, in prossimità della nota scuola dei F.lli Bandiera, dove una sera di Ottobre, un criminale ha sparso il veleno lungo una pubblica strada allo scopo di uccidere tutti i gatti della zona, animali indifesi e innocui accusati di fare gli escrementi nei pressi di porte e finestre della zona; una grande preoccupazione per molti, qualcuno potrebbe affermare in modo sarcastico.

Il quadro di questa vicenda, che ho delineato assieme ai miei agenti, è allarmante, desolante, rispecchia la condizione umana quando nella bassezza culturale trova riparo il ribrezzo, la frustrazione nonché il mancato rispetto per se stessi prima ancora che per gli altri. Uccidere un animale non è così facile, togliere la vita a un essere vivente, senza averne alcun diritto, non potrà mai essere un atto giustificabile, specie se lo stesso è doloso, premeditato, maturato nell’odio, nell’astio e nell’insofferenza malvagia che si può sentire verso esseri indifesi e colpevoli solo di convivere, pacificamente, affianco di gente priva di cultura fondamentale per poter far parte di una società, cosiddetta civile, ammesso che la civiltà, da queste parti, sia arrivata davvero, nutro in tal senso dubbi abissali.

Un’anziana vecchietta di 99 anni, mi diceva sempre: “Pè chine ammazza na gatta le aspettanu 7 anni e prigatoriu”, tradotto letteralmente, per chi uccide un gatto, gli spetteranno 7 anni di Purgatorio. Eppure di gatti, con certezza ne hanno ucciso 5, forse anche 10, non sono numeri del lotto, che tristezza, un gesto ignobile, un gatticidio plurimo, eppure pochi ancora sanno che dal 2004 i reati contro gli animali sono delitti inseriti nel codice penale, reati gravi e non semplici contravvenzioni penali, dai 3 ai 18 mesi di reclusione per l’uccisione, per non parlare del getto di cose pericolose concretizzato in questo caso, visto che chi ha osato infondere veleni in una strada pubblica frequentata soprattutto da bambini, ha messo a rischio la vita di tanti innocenti umani, oltre che animali.

Se fossi il legislatore, punirei gli atti contro gli animali indifesi, con la stessa identica pena a cui sono stati sottoposti in modo gratuito, ingrato e vigliacco. L'omertà ci uccide, tutti siamo e saremo responsabili ogni qualvolta chiudiamo i nostri occhi dinnanzi all'indifferenza, per cui se ci tenete, tirate le dovute considerazioni.

Gianluca Congi

 

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