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Sei una Cornacchia! Mille grazie… PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 20 Aprile 2017 18:37

Cornacchia grigia con preda - ph Gianluca Congi © I corvidi sono una famiglia di uccelli parenti dei passeri, essi sono considerati tra gli animali più intelligenti al mondo. Sono capaci di risolvere problemi complessi, di ragionare e di arrivare alla soluzione, altro che animali nocivi o di malaugurio! Possiamo tranquillamente affermare che dare della Cornacchia a una persona equivale a fargli un complimento, altro che un’offesa! Tra le diverse cornacchie, andiamo a studiare la Cornacchia grigia (Corvus corone cornix), uno degli uccelli più comuni d’Italia, grazie al fatto che è una specie opportunista che sa sfruttare la sua grande intelligenza per vivere e progredire.

 

  Cornacchia grigia mobba Astore - ph Gianluca Congi © La Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) è una delle due specie di Cornacchia presente nel nostro Paese. L’altra specie è la Cornacchia nera (Corvus corone), che a differenza della prima è diffusa solo nella parte settentrionale dell’Italia. Trattandosi di un uccello generalista, opportunista e che approfitta anche della vicinanza all’uomo, la Cornacchia grigia negli ultimi decenni ha conquistato numerosi spazi che un tempo non gli appartenevano. Vive dalle zone più isolate, ai campi coltivati, al limite dei boschi e fin dentro i centri abitati. Si nutre di ogni cosa: frutta, semi, insetti, carogne, uova, uccelli, piccoli mammiferi, molluschi e rifiuti. E‘ un uccello onnivoro, che funge da spazzino vorace e scaltro. La testa, il becco, le zampe, le ali e la coda sono nere mentre il dorso e le parti inferiori si presentano grigio chiaro. Si tratta in prevalenza di un uccello molto legato al territorio dove vive; le cornacchie sono organizzate in società costituite da coppie territoriali e da altri individui che non si riproducono, per lo più rappresentati da immaturi o da adulti liberi. Durante le mie uscite ornitologiche, l’ho vista sempre particolarmente attiva nello scacciare gli intrusi, anche se questi erano maestosi rapaci tipo il Biancone, il Nibbio reale o il Falco pescatore, non mostrando certamente timore nemmeno per gli astori o le aquile minori, notoriamente più piccoli ma molto più aggressivi dei primi. Il mobbing che attua sulle poiane è davvero invidiabile a qualsiasi altro uccello, giacché la perseveranza del Corvide, porta il più delle volte a far desistere il malcapitato rapace di turno. Sul Pollino, alcuni anni fa, un gruppo di cornacchie grigie supportate da una decina di taccole, altro uccello dei corvidi, diedero battaglia persino ad alcuni imponenti avvoltoi grifoni, dalla serie: piccola ma molto temeraria! Il successo di questo pennuto, come già anticipato, sicuramente è da attribuire al suo spiccato opportunismo nella dieta, che gli consente facilmente di adattarsi a qualsiasi habitat. Le cornacchie della Nuova Caledonia, secondo recenti e autorevoli studi, sono in grado di risolvere problemi difficili per bambini sotto i 5 anni. Un cervello di piccole dimensioni che stupisce il mondo intero. Anche nella tradizione popolare calabrese, le cornacchie sono viste come animali scaltri e molto furbi, sicuramente intelligenti più di quanto si possa immaginare. Dovremmo chiederci al riguardo, se esistono animali stupidi, ma forse l’uomo, abituato a conferire giudizi e medaglie in modo troppo affrettato, molto spesso ha preferito mortificare i coinquilini di questa Terra, che a differenza nostra, non mettono in pratica nessuna azione di distruzione di quell’ambiente che permette di sopravvivere a tutti e senza alcuna distinzione di razza. Solo per questo fondamentale motivo, nella classifica, noi umani resteremo miseramente sempre nel fondo! Molti anni fa, in Calabria, osservai una Cornacchia grigia levarsi con qualcosa nel becco. Dopo poco, con una planata improvvisa scese sulla strada. Quell’insolito comportamento nascondeva, di fatto, la grande ingegnosità di questi uccelli. Mi rimase solo l’ammirazione per quel gesto. La Cornacchia, nel becco, aveva una noce, prima portata in aria e poi fatta cadere al suolo; alla fine fu aperta grazie al transito dei veicoli sulla strada, il tempo di consentire al pennuto di nutrirsene! Sulla Sila cosentina, nel tempo mi è capitato di osservare alcuni rari individui tutti neri (melanismo), ibridi permettendo, pur se in quest’ultima ipotesi, ci troviamo abbastanza lontani dai territori dove tal evenienza potrebbe aver avuto luogo. Diversi individui, li ho avvistati con piume di color crema pallido (leucistico), in gran parte riguardante una porzione di piumaggio frammisto alla colorazione normale (leucismo parziale). Lo scorso anno nel Parco Nazionale della Sila, un adulto di Cornacchia grigia ha avuto, senza alcuna difficoltà, l’ardire di predare alla rapina, un piccolo roditore, facendo invidia perciò anche al più provetto degli uccelli rapaci, con cui spesso come detto, non disdegna di bisticciare. Da oggi in poi, quando qualcuno vi darà della Cornacchia, ritenendo che siete una persona brutta o solo perché avvezza nel parlare in continuazione, ringraziate con una stretta di mano! Si tratta di un complimento bello e buono, giacché quest’uccello è dotato di spiccata intelligenza e non solo. In natura non esistono né il bello né il brutto, se solo l’uomo fosse un poco più attento, non noterebbe altro che tanta bellezza espressa in ogni forma vivente, naturalmente Cornacchia compresa! Gianluca Congi © - www.gianlucacongi.it

Tratto da MeteoWeb.eu dov'è presente il testo con la gallery completa delle immagini - CLICCA QUI -

 

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