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Il Regolo, l’uccello più piccolo d’Europa che nidifica nel Parco Nazionale della Sila PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 29 Dicembre 2016 12:09

Regolo nel Parco Nazionale della Sila - ph Gianluca Congi © Nelle austere e sconfinate foreste della Sila calabrese, vive abbastanza raro, un minuscolo uccellino che a fatica raggiunge i 5 grammi di peso. L’invisibile folletto testimonia la straordinaria importanza biogeografica del comprensorio silano, vero e antichissimo scrigno di biodiversità montana nel cuore dell’azzurro Mediterraneo.

Luogo di nidificazione del Regolo nel Parco Nazionale della Sila - ph Gianluca Congi © Nel centro dell’Appennino calabro dimora uno degli altipiani più vasti del vecchio continente: la Sila. Questa maestosa montagna è un antico e granitico acrocoro di forma quadrilatera, coperta con estese foreste, sovrastanti le brulle colline che degradano verso le pianure circostanti. Abbiamo faticato molto, per individuare la riproduzione di un piccolissimo uccellino della famiglia dei Regulidae, infatti, il Regolo (Regulus regulus) pur se confidente è spesso un uccello difficile da fotografare, specie nel periodo riproduttivo. Non sta mai fermo, sembra che ha la corrente addosso, presenta un’iperattività straordinaria, soprattutto quando si aggira tra le fitte fronde dei pini o degli abeti alla ricerca di qualche larva o ragnetto da predare. In alcuni casi, pure i più esperti birdwatcher trovano difficoltà nell’immortalarlo. Il misterioso folletto presenta delle misure veramente limitate, è lungo appena tra gli 8 e i 9,5 centimetri, compresa la coda naturalmente; il suo peso a stento arriva ai 5 grammi, tenerlo in mano, magari durante un azione di inanellamento, per molti ornitologi equivale a come tenere una piuma, giusto per restare in tema! La sua presenza, di solito si ricava dai sottili e acuti versi, che non sfuggono all’orecchio esperto e allenato, soprattutto nei comprensori forestali popolati dalle conifere. Nel nostro Paese sono le Alpi il sito più idoneo per nidificare mentre è più scarso sugli Appennini, specie nei settori meridionali; in genere, pone il nido sferico tra gli alti rami delle aghifoglie all’interno delle aree montuose situate tra i 1.000 e i 2.000 metri di quota. La specie in inverno è molto più presente giacché l’Italia è raggiunta da importanti contingenti d’individui svernanti, in virtù di ciò, in questa stagione, si può incontrare anche al livello del mare e, dentro parchi e zone urbane, purché popolati da conifere. Importanti migrazioni attraverso il Mediterraneo sono confermate nelle catture a scopo d’inanellamento, che sono attuate finanche nelle isole minori dove la specie non nidifica. La sommità del capo di questo piccolissimo pennuto, risulta ornata di una crestina bordata di nero, al cui interno si presenta di colore arancio nei maschi e giallo nelle femmine, i giovani ne sono sprovvisti e hanno una colorazione uniforme grigio-verdastra. A differenza del cugino Fiorrancino (Regulus ignicapilla) gli individui adulti di Regolo non presentano l'evidente sopracciglio chiaro e la stria nera che attraversa l'occhio, quest'ultima appena accennata nei giovani; le dimensioni sono pressoché le stesse. Il becco si presenta scuro e molto sottile, tipicamente da uccello insettivoro. Sulla Sila calabrese, l’ho potuto accertare come nidificante in pochissimi siti, tutti ricadenti nel perimetro del Parco Nazionale della Sila. La nidificazione del Regolo, in dettaglio sulla Sila Grande, nell’ultima stagione riproduttiva (anno 2016) è avvenuta nelle foreste dell’Arnocampo a oltre 1600 metri di quota e nella zona della Fossiata, a una quota concretamente più bassa della prima. Nel primo sito, nidifica negli alti e svettanti pini larici calabresi mentre nel secondo, ne ho accertato la riproduzione all’interno di un abetina di Abete bianco mista a pini, ontani e faggi. In altri pochissimi siti è probabilmente nidificante, poiché nel periodo riproduttivo (tra giugno e luglio) l’ho avvistato in più occasioni; in particolare un punto, si trova a circa 1500 metri di quota, con pini e abeti bianchi in prevalenza mentre l’altro intorno ai 1350 metri con una fustaia stramatura di Pino laricio adiacente a un importante corso d’acqua perenne. Attesa la spiccata preferenza per le aree forestali meglio conservate, in Sila la principale minaccia attuale alla specie è certamente rappresentata dalla trasformazione degli ambienti, dove vive e nidifica. In accordo, anche con quanto sostengono autorevoli autori, i tagli forestali eseguiti nel periodo riproduttivo oltre che se realizzati in modo scriteriato, sono il primo fattore di rischio. Il 13 giugno di quest’anno, i piccoli regoli silani erano già attivi e squillanti nelle chiome dei colossi vegetali del Parco Nazionale della Sila, confermando ancora una volta la straordinaria importanza dell’altipiano per quanto concerne la diversità biologica nel suo complesso. Il Regolo sulla Sila, riveste un importante ruolo dal punto di vista biogeografico poiché si trova al limite estremo meridionale del suo areale distributivo europeo, con popolazioni preziosissime, poiché isolate dai principali siti di diffusione del continente europeo. Molti ornitologi, durante diverse indagini ornitologiche condotte sulla Sila, non sono riusciti a documentarne la presenza nel periodo riproduttivo, a conferma che la specie non è comune oltre che è confinata in pochissimi isolati siti. Il mondo dell’ornitologia è un variopinto e sconfinato quadro, profondo come l’azzurro cielo che sovrasta uno degli angoli più belli della Terra: la Sila. Basterebbe solo ammirare lo spettacolo naturale che qui, da epoche immemorabili si ripete in ogni istante, per comprendere forse, l’immane ricchezza che ci circonda e che a stento riusciamo a vedere con i nostri occhi.   Gianluca Congi © - www.gianlucacongi.it

Tratto da MeteoWeb.eu, dov'è presente la gallery completa con le immagini e i luoghi del Regolo in Sila - CLICCA QUI -

 

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