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Avvelenare un animale? Una vergogna cucita addosso per tutta la vita! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Lunedì 24 Agosto 2015 16:33

alt In alcuni quartieri di San Giovanni in Fiore (Cs), i casi di avvelenamento di animali, sembrano ripetersi sistematicamente, circola voce che questa trama horror, ormai è talmente consolidata che quasi non fa più nemmeno notizia, complimenti!

I poveri cani randagi abbaiano la notte, disturbando il sonno di tanti perfetti ominidi? Gli innocui gatti, fanno la pipì alla porta e perciò vanno condannati a morte perché hanno infangato l’onore di casa? Chi, ha reso mostruosamente succubi e disgraziati, tanti cani, gettati per strada come oggetti? Chi, occupa spazio e distrugge la natura in modo forsennato, senza tener conto degli animali, che sono come noi e forse più di noi, i legittimi abitanti? Sicuramente c’è tanta gente malata che andrebbe curata e poi rinchiusa nelle patrie galere per qualche anno, il tempo di meditare su uno dei crimini più orrendi che si possa commettere contro il Creato. Non c’è morte più brutta, più vigliacca e più assurda, di quella provocata tramite sostanze venefiche, sebbene ogni uccisione gratuita o meno di un animale è già un’orribile gesto di per sé, l’emblema del disprezzo più profondo verso una razza, quella umana, che scioccamente è la più inutile che possa esistere su questa Terra. Senza averne diritto alcuno, l’uomo padrone emette la sentenza, frutto di una convinzione insana, generata dalla mania di grandezza che ci contraddistingue da epoche millenarie e che, di fatto, non ci ha portato che allo stato attuale. Quale progresso morale e civile abbiamo raggiunto? Basta guardarci intorno, per osservare il degrado delle nostre anime, povere e indegne. Gente che prende gusto a sparare a un uccellino di pochi grammi appena, stanco di aver percorso migliaia di chilometri da un capo all’altro del mondo, con l’unica colpa di venire qua da noi, per generare altra vita e per consentire a questo mondo di ripetere il miracolo voluto dal Creatore. Persone che, prendono cani e gatti in casa come souvenir; dopo un po’ di tempo, stanchi di tenerli, li abbandonano al primo ciglio di strada, tanto che sarà mai. Altri, che li legano a un metro di corda sotto il sole, e poi, a fregiarsi come amanti degli animali, tanto, un cane o un’automobile pressoché sono la stessa cosa, per loro, si trova sempre un parcheggio! Il peggiore però, resta chi, nel modo più vigliacco che possa esistere, avvelena un animale per la sua subdola soddisfazione. A questi loschi figuri dico: "Vergognatevi, pur se anche la vergogna non potrà mai coprire chi come voi, ha la cattiveria come prerogativa dell’esistenza!" Oggi, uccidere un animale, con crudeltà e senza necessità è un reato previsto come delitto, mi auguro che il legislatore inasprisca presto quei due blandi anni di reclusione contemplati come massimo della pena! Ci vuole la galera fino all’ultimo millesimo di pena assegnata, dopo, si sconterà, un periodo molto lungo di riabilitazione presso un centro o una struttura, dove s’insegna come prendersi cura dei poveri animali indifesi e poi, forse, si potrà tornare nella società cosiddetta civile che invece, ha tanta di quell’inciviltà che solo Dio sa. Chiunque assista a un animalicidio o a maltrattamenti, non esisti a denunciare, ogni forza di polizia è competente riguardo ai reati a danno degli animali, nessuno può dire: “Non siamo competenti...rivolgetevi a…”. In Italia, gli autori di certi reati, andrebbero sbattuti sui manifesti da affiggere per ogni muro del proprio paese; troppa durezza in questi pensieri? Tranquilli, ciò si potrebbe fare quando la pena sarà passata in giudicato, come sanzione accessoria fissa e, in ogni modo, andate a chiederlo a chi, non ha più voce, per abbaiare o miagolare a causa di chi non ha dignità di uomo per vivere e calpestare questa Terra. Chi è l’essere più malvagio, un falso uomo o un vero animale?

Gianluca Congi ©

 


 

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