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I nostri amici serpenti... PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Mercoledì 03 Giugno 2015 22:45

alt Con l’avvento della primavera, immancabilmente, approdano, ahimè, anche i primi pseudo-problemi. Senza perdere troppo tempo arrivo subito al nocciolo. Come sempre, anche quest’anno, mi sono giunte diverse segnalazioni di rettili e più precisamente di serpenti, presenti finanche dentro i centri abitati.

Nonostante siano decenni, che cerco in vario modo di far capire alle persone, che pure gli animali ingiustamente visti come quelli più orribili, hanno bisogno del massimo rispetto, vedo che c’è ancora chi lancia puntualmente la caccia al mostro o mette in circolo le solite notizie, volte ad alterare la credulità popolare, già seriamente compromessa. Restando in Calabria, l’unico rettile velenoso è la Vipera, gli altri non possiedono denti veleniferi e per tanto sono degli innocui colubridi. Preciso, che anche la stessa Vipera è un animale utilissimo, riveste un ruolo ecologico di tutto rispetto nell’ecosistema, oltre che, il suo veleno è utilizzato anche per la produzione di alcuni medicinali specifici. Abbiamo sempre spiegato che basterebbero pochi secondi di razionalità per capire se ci troviamo di fronte ad una Vipera, ma nonostante ciò, ancora, c’è gente che senza alcun minimo granello d’intelligenza non fa altro che schiacciare quello che nella stragrande maggioranza dei casi è un inoffensivo serpentello, che sfortunatamente o incautamente si è avvicinato troppo al “Re Uomo”. Chi siamo e che diritto abbiamo nel decidere quale animale deve sopravvivere? L’insana mania di grandezza che contraddistingue da milioni di anni la nostra specie ci sta lentamente ma inesorabilmente portando alla fine, giacché siamo la razza forse più inutile su questa Terra. Cervoni, saettoni, bisce dal collare, colubri lisci e vipere, devono avere la possibilità di continuare a vivere, visto che abitano questo pianeta come noi e assieme a noi. Rammento, qualora ve ne sia bisogno, che già ho approfondito, in più occasioni, su tutte le specie di serpenti presenti in Sila, con la sola finalità di aumentare nella gente, il rispetto per ogni creatura ma anche di consentire un più facile riconoscimento. La cultura popolare, troppe volte nutritasi d’invenzioni e, della più sbalorditiva fantasia, ha diffuso solo falsità e notizie errate soprattutto sulle serpi, per tanti ma non per tutti, viste come animali ghiotti del latte delle mammelle, con le corna o addirittura capaci di incantare e soggiogare i contadini tramite lo sguardo e il sibilo penetrante, che grandi fesserie! Giova ricordare, che in natura, non esiste il bello contrapposto al brutto, oppure il cattivo antitetico del buono, ogni essere vivente ha un ruolo e una funzione al di là di ciò che pensano in molti. Il rispetto per la natura passa, inevitabilmente, dal rispetto per se stessi, non rispettare le piante, le formiche o una Vipera, significa non aver rispetto per i propri genitori o per i propri figli, del resto, conoscete un altro luogo (Terra) dove andare a vivere? La convivenza pacifica e riguardosa nei confronti della natura è l’essenza della nostra stessa esistenza. Non prendiamo a badilate il primo animale che striscia, le fobie si vincono solo se cominciamo a riflettere prima ancora di andare in smarrimento; a noi stessi, da millenni, diciamo che siamo i più forti, che abbiamo costruito ponti e, che siamo andati sulla Luna e poi, saltiamo all’aria se pochi centimetri di biomassa, ci passano a qualche metro di distanza? E ‘vero, c’è poco da fare, siamo convinti e niente più, abbiamo paura delle nostre stesse origini, figuriamoci del resto. Da domani, fatevi un favore, al prossimo serpente che avvisterete, offritegli prima un caffè, dopodiché impugnate un bastone e, delicatamente allontanatelo, magari anche a un chilometro di distanza, non importa, ma per piacere, non massacratelo, vi sentirete esseri migliori e finalmente utili a qualcosa, ve lo assicuro! (In foto: una Vipera aspis hugyi, ripresa in Sila).


© Gianluca Congi

 

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