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Le taccole? Degli spazzini davvero “speciali”! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Sabato 25 Aprile 2015 00:00

alt Un imprevisto quanto naturale incontro tra etologia ed ecologia. Gli animali immancabilmente, ogni giorno, ci insegnano come relazionarci verso l’ambiente che ci circonda. Alla periferia di un centro montano calabrese, ecco la Lectio Magistralis della Taccola (Corvus monedula), in tema di tutela dell’ambiente e di raccolta differenziata; dal pennuto, un messaggio ecologista per tutti i cittadini del mondo: nulla si getta ma tutto si ricicla!

Molte città del Meridione d’Italia, vivono nel perenne incubo dei cumuli di spazzatura lungo le strade, tutto ciò, grazie alla fallimentare gestione delle politiche ambientali e soprattutto di quelle legate alla raccolta differenziata, addirittura, in taluni posti, ancora un miraggio! Per non parlare delle discariche abusive, che come funghi, sorgono anche dove meno te li aspetti, naturalmente, in segno dell’inciviltà più totale. L’attinenza di questo discorso con gli uccelli selvatici, ve la svelerò subito. In molti centri urbani del bel Paese, dalla costa fin nell’entroterra, da diversi anni, alcune specie ornitiche, sono in lotta continua per una conquista del territorio, spesso anche in modo cruento. Se a Roma, ad esempio, i gabbiani stanno letteralmente scacciando i piccioni, inquilini secolari della città eterna, in altri posti, diverse altre specie opportuniste, come le cornacchie, le gazze o le taccole, cercano sempre più spazio là dove probabilmente il cibo abbonda o è più facilmente reperibile. Scrutando le abitudini della Taccola (Corvus monedula), un piccolo corvide sociale grigio molto scuro, a causa del suo verso, chiamato in vernacolo calabrese col nome di “ciavula”, si potrà, forse, comprendere non solo dell’adattabilità di talune specie rispetto all’ambiente circostante, ma anche e soprattutto di come alcuni comportamenti umani errati, siano paradossalmente d’aiuto per molti animali, che ne traggono un’opportunità. Non vorrei essere frainteso, mi spiego meglio. Qualche tempo fa, in primavera inoltrata, nel centro urbano di San Giovanni in Fiore (Cosenza), sulla Sila Grande, osservai incuriosito, un gruppo di taccole, da svariati anni nidificanti negli spazi di un alto viadotto stradale. Questi pennuti, erano impegnati in un frenetico andirivieni, dal ponte al margine della strada e viceversa, in una zona molto trafficata oltre che sporca per mano dell’uomo-padrone, che dai finestrini, ormai getterebbe anche se stesso! Con innata padronanza, precisione e grande arguzia, quegli uccelli scuri, erano intenti alla ricerca di materiale della più svariata tipologia, di fatti, mediante quell’azione, stavano per dare nuova vita alla specie, grazie a ciò che l’uomo aveva targato come “rifiuto”. Affascinato dalla loro, ben nota intelligenza, assistetti, con profonda ammirazione, a quella che nemmeno i netturbini più solerti, sarebbero stati capaci di condurre, in altre parole lo spazzamento sistematico con rimozione chirurgica di ogni elemento estraneo a quell’ambiente! Per più di un paio d’ore, le taccole, raccolsero di tutto: dai rami, ai fazzolettini e finanche ad alcuni frammenti di buste di plastica. Una raccolta, differenziata con finalità di riciclo e riuso, visto che, dopo non molto, i pulcini di quella colonia, sarebbero venuti alla luce, proprio nei nidi costruiti in modo green, per opera di quegli spazzini davvero “speciali”. Il racconto appena fatto, non è una favola ma una pura realtà, vissuta una mattinata di un giorno di aprile, per le strade di San Giovanni in Fiore; una lezione di educazione ambientale a un’intera società e non solo. Un motivo in più, per contemplare, sulla scorta dell’Enciclica “Laudato si”, di Papa Francesco, la grandezza di ogni essere vivente all’interno di una casa comune che si chiama Terra. Questi come tanti altri umili animali, hanno davvero tantissimo da insegnarci, nonostante la nostra insana convinzione di specie superiore, nei fatti, sonoramente poi smentiti a ogni occasione di confronto con le diverse creature che popolano questo pianeta, con pari diritti, riguardo alla nostra razza! Nelle immagini, le taccole di San Giovanni in Fiore, in veste di "netturbini" alle dipendenze di una società che si chiama "Natura". © Gianluca Congi (nuova versione del 08.12.2015)

Citare l'autore e la fonte nel seguente modo: Le taccole? Degli spazzini davveron speciali. Di Gianluca Congi - www.gianlucacongi.it - MeteoWeb.eu

Già pubblicato e tratto dalla sezione ZOOLOGIA di MeteoWeb.eu (clicca qui).

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  Foto Gianluca Congi ©

 

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