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Per gli animali, esseri senzienti come noi, il più grande rispetto! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Lunedì 02 Febbraio 2015 20:00

alt Per gli animali, esseri senzienti come noi, il più grande rispetto! Con la Legge n. 201 del 4 novembre 2010, l’Italia ha finalmente ratificato la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987.

Questa legge oltre alla mera ratifica ed esecuzione della predetta Convenzione, ha inasprito le pene per i delitti di maltrattamento e uccisione di animali commessi con crudeltà e senza alcuna necessità, per altro già previsti dalla Legge n.189/2004; inoltre ha introdotto contestualmente sia il reato di traffico illecito di animali da compagnia sia l’introduzione illecita di animali da compagnia, quest’ultima come violazione amministrativa. Le basi moderne della rivoluzione culturale e sociale in tema di rispetto degli animali, provengono da molte battaglie animaliste susseguitesi negli anni, ma a supporto di ciò, vale la pena ricordare il Trattato di Lisbona, dove all’art. 13, si legge: “ l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti”. L’animale non è una “cosa” ma un essere capace di provare emozioni, dotato di sensi e perciò sensibile alla sofferenza, al dolore, alla tristezza e alla felicità. Hanno, come noi, una loro intelligenza, un loro modo di capire e di misurarsi con il mondo che li circonda e sfido chiunque a dimostrarne il contrario! Che gli animali fossero capaci di trasmettere e ricevere emozioni si sapeva da epoche immemorabili. L’uomo, con la sua grande illusione di essere la creatura più intelligente, probabilmente, ha sempre temuto gli altri animali, sottomettendoli, poiché dotati anch’essi di grande e spiccata arguzia, a volte, con facoltà intellettive al pari o addirittura superiori a quelle umane, lo dimostrano pure autorevoli studi scientifici. Sono convinto, alla luce d’innumerevoli esperienze personali, che gli animali, siano essi domestici o selvatici, abbiano qualità e doti che noi umani abbiamo forse dimenticato, una di queste è sicuramente il rispetto! Solo entrando in contatto spirituale con un animale, qualsiasi esso sia, si potrà capire questo ragionamento, ma non necessariamente bisogna possederlo in giardino, ci sono così tanti randagi o animali selvatici, che basta tramutarsi in attenti osservatori e, scrutarne ogni movimento, spesso cercando di interloquire con essi, con delicatezza e sincerità. Basta davvero poco, per interagire e capire che lì fuori c’è un mondo a noi spesso sconosciuto, per timore o per pigrizia. Mi è capitato tantissime volte di osservare un piccolo uccellino di pochi grammi appena, intento nello sfidare le fatiche, i pericoli, gli innumerevoli sacrifici e le intemperie, senza aiuti, con dignità e, con il destino spesso appeso ai voleri dell’uomo padrone e non tanto di Madre Natura. Nel silenzio, con un’immane forza, coraggio e spiccata intelligenza che questi esseri dimostravano di possedere, ho imparato, che per gli animali c’era solo bisogno del più totale rispetto. La grande anima di Mahatma Gandhi disse: “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere valutati dal modo in cui vengono trattati i suoi animali”. Solo l’immensa ammirazione unita al più profondo riguardo verso i nostri amici animali, può trovare luogo, in una campagna, in un giardino o in un bosco, là dove il cinguettio o l’implacabile cammino dei nostri passi, siano in perfetta armonia con ciò che non ci appartiene: la natura! © Gianluca Congi

Nella foto: una Cincia mora nel Parco Nazionale della Sila, con il pranzo per i piccoli pulcini!!!

 

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