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Alla scoperta del leggendario Grifone sulle montagne del Parco Nazionale del Pollino PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Mercoledì 08 Ottobre 2014 16:08

Il Grifone sulle montagne del Pollino - ph Gianluca Congi © Sui monti tra la Calabria e la Basilicata volano maestosi e imponenti avvoltoi in segno della rivincita della natura sulle tante malefatte umane. Il racconto di una giornata speciale passata nel Parco Nazionale del Pollino, immersi in una splendida natura incontaminata con i mitici grifoni in volo fiero e spensierato!

 

Il Grifone - ph Gianluca Congi © C’era una volta un re che aveva una malattia agli occhi. “Non c’è medicina che ti possa guarire, maestà”, gli dicevano sconsolati i medici. Ma una vecchia, che aveva fama di maga, gli disse: “Il rimedio a dire il vero esiste, è la penna dell’uccello grifone che vive su una pianta altissima e mangia i cristiani come un drago”. Allora il re chiamò a sé i due figli: “Se tenete alla mia vita, dovete portarmi una penna dell’uccello grifone. Ma vi raccomando di tornare sani e salvi. Prendete due cavalli per ciascuno, uno tenetelo sempre di scorta, non si sa mai cosa può succedere quando si viaggia. Se l’impresa è troppo difficile, abbandonatela, e tornate, tornate…” Ai giorni nostri, alla fiaba decantata da Italo Calvino si contrappone un’altra realtà. In terra di Meridione, la riaffermazione della natura è una materia abbastanza ardua, ancor di più lo è nell’ostile Calabria. Ogni anno, come se fosse un macabro appuntamento, assistiamo inermi a tanti famigerati eventi criminali. Basta solo citare i colpi di lupara che unitamente ai bocconi avvelenati uccidono i lupi nella Sila o sul Pollino, gli adorni impallinati a morte sullo Stretto di Messina in segno di una barbara e assurda credenza popolare o le migliaia di ghiri stanati nelle tenebre della notte un po’in tutte le cinque province calabresi. Il bracconaggio miete ancora troppe vittime, tutte rigorosamente innocenti e colpevoli di abitare in un posto dove l’uomo, ha l’insana convinzione di esserne il padrone! In uno scenario ricco di biodiversità unica, disegnato da: foreste lussureggianti, mari splendenti, colline e campagne ancora intatte, un lieto evento è arrivato da qualche anno a portare una grande speranza di riscatto! A dire il vero, già con il ritorno della Cicogna bianca (Ciconia ciconia), che ogni anno si riproduce con successo, in particolare nel cosentino, qualcosa di bello e positivo si stava già seriamente realizzando. Tra la Calabria e la Basilicata, pur se storicamente non è documentata con certezza la presenza del grande avvoltoio Grifone (Gyps fulvus), questo fantastico uccello, vola e solca con imponenza i cieli sopra queste montagne. Grazie a specifici studi di fattibilità, i grifoni sono stati rilasciati dopo un periodo di acclimatazione col sostegno del Parco Nazionale del Pollino e di molti bravissimi ricercatori. Oggi, i maestosi avvoltoi volano come alianti accarezzati dal vento, spesso spariscono nelle nebbie d’alta quota, in posti mozzafiato, dove l’uomo dovrebbe soltanto chinarsi al cospetto del Creato! L’area del Pollino presenta senz’altro diversi luoghi ecologicamente idonei per la sopravvivenza della specie. In Calabria, tuttavia sono molte le aree potenzialmente ospitali anche per altri avvoltoi (Capovaccaio in primis), da questo fattore, nasce la speranza che gradualmente, più specie di grandi rapaci finalmente possano ritornare a spadroneggiare nei nostri cieli. L’avvoltoio Grifone, oltre ad essere un uccello mitologico, rappresenta uno dei più grandi volatili europei; esso, può arrivare a un’apertura alare che rasenta i 2 metri e ottanta centimetri, con un peso di oltre dieci chilogrammi e una lunghezza di centodieci centimetri. In Italia, solo dalla Sardegna non si è mai estinto, mentre in Sicilia, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia è stato oggetto d’importanti programmi di reintroduzione, a questi territori, si è aggiunto il tassello più meridionale dell’Italia peninsulare, rappresentato dall’opera di rilascio compiuta in Calabria, a cominciare dal 2002, con individui provenienti dalla Spagna. Nel 2006 è accaduto l’ennesimo attentato terroristico ai danni della natura italiana. L’intera colonia stabilizzatasi sul Pollino viene sterminata! Si tratta di un assassinio in piena regola. Una pecora imbottita di veleno, probabilmente sistemata per far fuori lupi o cani vaganti, uccide per fortuna non definitivamente, il bellissimo sogno di veder volare per sempre questi grandiosi amici dell’uomo. Tra lo sconforto e i tanti timori, riprenderanno gradualmente altre nuove attività di rilascio e, solo dieci anni dopo dall’arrivo dei pennuti in Calabria sarà finalmente documentata la riproduzione in ben due siti, un evento importantissimo per la conservazione della natura italiana. Nella primavera del 2014, il Parco del Pollino ha diffuso la notizia che erano ben quattro i siti di nidificazione accertati, due nel comune di Civita (Cosenza) e due nel vicino Parco Nazionale dell’Appennino lucano-Val d’Agri-Lagonegrese, nel comune di San Martino d’Agri (Potenza). Il canyon del Raganello a Civita (Cs), rappresenta una delle più belle riserve naturali d’Italia, in questo luogo non a caso il Grifone ha scelto di metter su casa e famiglia, un segno di gratitudine verso tutti quegli uomini di buona volontà, che questa volta hanno vinto la battaglia contro la distruzione dell’immenso patrimonio ambientale. A tutti quelli che hanno messo in moto una complessa quanto delicata operazione di amore per la natura, va il più grande ringraziamento! Questi animali sono assolutamente innocui, particolarmente protetti da leggi nazionali e internazionali oltre che preziosi allo stesso tempo; hanno un importantissimo ruolo di “spazzini naturali”, inoltre sono diventati, per la loro spiccata socialità, un’attrattiva turistica e ricreativa, dove l’insegnamento rivolto alle nuove generazioni trova la migliore palestra proprio in questi affascinanti posti dell’estremo Mezzogiorno italiano. Una nota d’interesse: verso la fine del mese di settembre 2008, un grosso Grifone è stato segnalato tra il crotonese (Santa Severina – osservazione di Eugenio Muscianese) e la Sila cosentina (San Giovanni in Fiore – osservazione di Gianluca Congi), chissà se si trattava di qualche esemplare erratico o spinto fin quaggiù proprio dal Pollino, rammentando che proprio con la Sila, le due montagne si tendono la mano, essendo a vista d’occhio! Alle ore 12:19 del 6 ottobre 2014, in Calabria, ben 10 grifoni hanno volteggiato sulla mia testa, un’emozione immensa che non dimenticherò mai, un regalo smisurato, dove l’ammirazione del momento sarà un grande ricordo per sempre!!! Gianluca Congi © - www.gianlucacongi.it (revisione del 12 ottobre 2016)

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