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Il serpente Biacco, nel nostro diletto conosciuto come “cursune”. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Venerdì 04 Ottobre 2013 11:38

Prosegue per il terzo numero consecutivo, visto l’inaspettato gradimento, l’approfondimento sui serpenti che vivono sul nostro territorio. Tratteremo di uno dei più vivaci rettili italiani, il Biacco (Coluber (Hierophis) viridiflavus, Lacèpéde, 1789).

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Il Biacco appartiene alla famiglia dei colubridi, nella nostra regione vive la var. carbonarius Bonaparte, 1833, contraddistinta, specie negli adulti, dalla tipica colorazione delle parti superiori, nero – inchiostro, a riflessi bluastri, con macchie biancastre-grigie regione labiale. Le parti inferiori possono essere nerastre o più spesso grigiastre, in verità si tratta d’individui melanici o melanotici, quelli albinotici sono veramente rari e nonostante le mie personali ricerche, che proseguono da moltissimi anni, non ho avuto ancora la fortuna di rinvenirli sulla Sila. I giovani, invece, sono completamente differenti, con i sub adulti che spesso si presentano con le caratteristiche evidenti degli adulti. I giovani che vivono sulla Sila come un po’ nel resto della Calabria, sono di un giallo bruno scuro volgente al grigiastro, specie verso il capo, che assieme al collo, sono ornati di macchie scure disposte in modo quasi regolare. Alcuni individui giovani che ho osservato, presentavano colorazioni difficili da spiegare e interpretare a parole, ad esempio, con picchiettature di bianco o macchioline scure specie nella parte immediatamente dopo il collo. Diversi anni fa, nella zona di Fantino, ho potuto ammirare un giovane con la livrea dell’adulto, quindi completamente nero – inchiostro, un caso molto raro, di fatti dopo di allora non ho avuto modo di documentarne altri. Un Biacco adulto, in media, è lungo sui 110-130 centimetri; l’esemplare più lungo che ho mai visto sulla Sila è quello che ho rinvenuto vicino la località Saltante di San Giovanni in Fiore, alcuni anni addietro, misurava 176 centimetri, di fatti era un imponente “cursune” come viene chiamato nel nostro dialetto. E’ difficilissimo rinvenire esemplari che arrivano ai 2 metri, pur se nel Lazio vi è un caso noto. Questo serpente preferisce le zone secche e aride, specie se pietrose magari intervallate dalla boscaglia, si può trovare anche nelle zone coltivate, in prossimità di abitati o sulle rive dei corsi d’acqua. E‘ un rettile diurno, agilissimo e molto veloce, di fatti svanisce nel nulla in pochi secondi, specie se disturbato. Il Biacco può nuotare, si arrampica persino sui muri. E’ considerato il serpente più mordace tra quelli che vivono nel nostro Paese, assolutamente non velenoso, i suoi morsi possono al massimo provocare delle piccole lacerazioni sull’epidermide, specie col tentativo maldestro di staccarlo dagli arti. Morde solo se è catturato o se non ha possibilità di fuga, quindi è solo per difesa e non certo per offesa. Durante l’amplesso non è difficile osservarlo a distanza ravvicinata, con il maschio che tenta di avvolgere il corpo della femmina, afferrandola con la bocca aperta, nel tentativo di immobilizzarla, anche in questa delicata fase, occorre non disturbarli e lasciarli in pace, il maschio si potrebbe irritare. Può vivere fino a 15 anni e, secondo alcuni, specie per la var. carbonarius, la longevità potrebbe attestarsi anche intorno ai 25-27 anni. E’ una specie ovipara, quindi depone le uova, non più di una quindicina, agli inizi di Luglio. Si nutre in particolar modo di sauri come le lucertole, altri serpenti, topi, rane, insetti ma specie gli adulti più grossi possono cacciare anche piccoli mammiferi o uccelli, con annesse uova. Si tratta di una specie utilissima per l’uomo e per l’agricoltura, giacché topi e arvicole sono le prede più ambite specie nei campi. In Sila, da settembre in poi, condizioni climatiche permettendo, fino ad aprile inoltrato, il Biacco va in latenza all’interno del terreno ma anche nascosto sotto il fieno delle stalle o all’interno di vecchi ruderi. Bisogna avere il massimo rispetto per queste preziose creature, l’uomo padrone, con i suoi scellerati comportamenti, tenta in ogni modo di scacciare gli inquilini di questa Terra, senza averne titolo alcuno.

Gianluca Congi ©

 

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