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La tanto odiata Vipera, animale utilissimo all’uomo e alla natura. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Domenica 04 Agosto 2013 12:52

I più singolari ricordi sulle vipere affondano le radici nella mia infanzia, quando venivano organizzate le “spedizioni punitive”, allo scopo di stanare questi “mostri”. Bastava solo pronunciarne il nome per attirare l’attenzione anche dei più distratti.

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Per non parlare delle leggende e dei racconti dei più anziani. La trovata più grossa resta ancora quella delle vipere gettate dall’elicottero, ricordo di aver incrociato, nel tempo e per i boschi della Sila, persone che giuravano di aver assistito a un tal evento, alla burla seguiva un’altra grande fantasia, e cioè quella che avevano trovato le vipere dentro le buste di plastica. Le credenze popolari hanno fatto tanti danni all’ecosistema naturale della nostra Terra. Ancora oggi la scarsa o assente cultura su certi argomenti, altera la credulità popolare, producendo al contempo degli immancabili disastri. La Vipera aspis che vive nella Sila e un po’ in tutta la Calabria appartiene alla ssp. hugyi Schinz, 1833. Si tratta di un rettile contraddistinto dall’apice del muso più o meno ricurvo all’insù, con una colorazione variabile ma in genere, aventi le parti superiori bruno-fulvo e in alcuni casi grigiastre, con esemplari melanici (di colore completamente nero) o melanotici (nerastri, con presenza di altra colorazione), pur se più rari. Non noto l’albinismo mentre molto raro, nei neonati, l’albinoticismo. L'ornamentazione è sempre molto evidente, tanto nei soggetti giovani (che sono molto simili agli adulti a parte la mancanza delle macchie scure cervicali) che in quelli adulti. Il capo, generalmente, si presenta con macchie o barre scure e talvolta con una "V" rovesciata all’altezza della nuca. La banda dorsale è formata da una serie di ocelli in successione ma asimmetrici, per circa 2/3 della lunghezza del corpo, il resto segue con ocelli distinti tra loro o da un zig-zag presente fino alla parte terminale, che è di colore giallo-verde chiaro. Evidenti sono anche le bande o macchie ventrali di colore scuro. Le parti inferiori si presentano grigio-rosate e delle volte chiare, fittamente punteggiate o macchiate di bruno o spesso di nero. Non è rara la nascita di alcuni individui con due teste, soggetti che hanno vita breve. Nei pressi di loc. Agnara nel comune di San Giovanni in Fiore, alcuni anni fa è stata rinvenuta una vipera di 83 cm, raramente raggiungono e superano i 70-75 cm, in media si attestano sui 40-50 cm di lunghezza totale, di fatti la vipera è un serpente non lungo e tozzo per la forma del corpo. L’occhio dei viperidi è costituito da una pupilla verticale di forma ellittica, mentre i colubridi hanno la pupilla piena e rotonda. Si tratta di una specie ovovivipara, cioè partorisce dei piccoli che sono lunghi in media 15 cm circa, e sono dotati di ghiandole velenifere come gli adulti. Una vipera, si stima, possa vivere anche fino a 20 anni di età, ovviamente in natura le possibilità di sopravvivenza si allentano per ovvi e diversificati motivi. Gli habitat preferiti dal rettile, restano le zone sabbiose o rocciose, aride o paludose, si rinvenire nei boschi e praterie montane, dal mare fino alle montagne più alte. Durante le mie ricerche, ho riscontrato alcuni individui di vipera melanica, cioè tutta nera; in alcune zone del territorio della Sila, sono presenti degli spettacolari esemplari neri, che trasmettono un particolare fascino. Negli anni, ho accertato, anche diversi episodi di morso verso animali e verso l’uomo, in quest’ultimo caso con alcune persone morsicate soprattutto agli arti, in tutti i casi nessuno si è rivelato mortale; la vipera è l’unico rettile velenoso presente nel nostro Paese. Il veleno è inoculato attraverso due denti cavi, raramente porta alla morte. I soggetti più a rischio sono i bambini, i cardiopatici, gli anziani debilitati o affetti da malattie croniche e le persone che possono sviluppare reazioni allergiche anche importanti. I due fori lasciati dai denti, seguiti dall’arcata degli altri denti non veleniferi non sempre sono ben visibili a causa dell’angolazione del morso o dei tessuti che coprono la pelle e che fungono da protezione in alcune situazioni. Va rammentato che è sempre consigliato rivolgersi immediatamente al più vicino pronto soccorso in caso di morsicatura. Rassicuriamo le persone dicendo che la vipera tende sempre a scappare quando avverte rumori, ovviamente bisogna stare sempre attenti dove si mettono le mani e i piedi, quando si va nella campagna, occorre vestirsi in modo adeguato e non passeggiare nei boschi con infradito e pantaloncini corti, in questo caso è ovvio che i pericoli aumentano e non solo a causa della possibile presenza di vipere. Le vipere sono animali utilissimi, per l’equilibrio naturale e per l’uomo stesso, si nutrono di una miriade di roditori, tra cui i topi, in alcuni casi molto dannosi per le colture. L’uomo dovrebbe impegnarsi nel rispetto verso tutte le creature poiché in natura non esiste il buono contrapposto al cattivo o il bello antitetico al brutto, ogni creatura ha un ruolo preciso e ben definito. Non uccidiamo i serpenti in modo selvaggio, sono animali protetti dalle leggi e da salvaguardare.

Gianluca Congi ©

 

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