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Una rondine fa primavera...se noi lo vogliamo!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Lunedì 07 Marzo 2011 11:46

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Quando tutti gli alberi del mondo saranno tagliati, il cielo cadrà sopra di noi !!! Questo proverbio Indio, da una parte, contempla la grandiosità della natura per alcuni popoli, dall’altra rappresenta sicuramente l’esempio da seguire, soprattutto per la parte maggioritaria degli esseri umani, che pensano che tutto ciò che ci circonda sia un optional, caduto dal cielo per puro caso.

Parto da questa piccola riflessione, per giungere al motivo principe di questo mio scritto. Vorrei raccomandare, vista l’imminente primavera, dei comportamenti da seguire affinché la natura sia rispettata davvero, non nelle chiacchere. Pochi e piccoli accorgimenti che possono far grande l’impegno quotidiano dell’uomo, nella direzione di un armonioso equilibrio con la nostra natura, che è la nostra vita…che ci da la vita. Innanzitutto non distruggiamo i nidi, tutti, ma in particolare quelli degli Irundinidi (Hirundinidae) ovvero di tutti quegli uccelli che volgarmente chiamiamo rondini, oltre che dei rondoni (Apodiformes), questi ritornano da un lungo e faticoso viaggio, compiono spostamenti di migliaia di chilometri, attraversano il deserto e il mare, giungendo fin sotto i nostri tetti. A parte l’ammirazione massima per questo affascinante fenomeno che è chiamato “migrazione” c’è da porre l’accento al fatto che si tratta di uccelli che andrebbero rispettati a prescindere dall’utilità che hanno, anche nei confronti dell’uomo, sono capaci di divorare insetti in quantità inimmaginabili, facendo un bel favore, specie d’estate, a tutti i coloro che lamentano punture e fastidi vari, inconvenienti che vengono risolti il più delle volte ricorrendo a veleni spruzzati nell’aria e negli ambienti domestici. Sotto i davanzali e sui balconi, nelle strutture abbandonate o sotto i cornicioni, nidifica il Balestruccio, piccolo irundinide bianco e nero, molto socievole e che non ha paura di accudire i piccoli sopra la nostre teste, i nidi sono delle palle di terra impastata, appiccicate, con un buco d’entrata. Spesso vengono rotti dalle persone, per evitare che l’uccello possa nidificare, in molti si lamentano che trovano il davanzale sporco, altre volte temono che questo volatile, che è assolutamente innocuo e privo di qualsiasi potenziale offensiva, possa entrare dentro e creare scompiglio. Rammento che tutti gli irundinidi e tutti i rondoni sono specie protette dalla legge, per cui la cattura, la detenzione e l’uccisione sono perseguite penalmente, cioè è reato. La cosa più incresciosa è la mancanza di amore e di sensibilità per dei piccoli, curiosi, innocui e fantastici esseri viventi che popolano e colorano i nostri cieli nella bella stagione, sarebbe più opportuno convivere con ciò che l’uomo dovrebbe solo osservare con ammirazione e felicità, la natura attraverso le sue innumerevoli parti ci insegna che è straordinaria tutta la vita, non solo la nostra, intesa in modo stretto e intrinseco. Non dimentichiamoci dei Rondoni comuni e dei Rondoni maggiori, i primi sono tutti interamente scuri, i secondi molto più grandi dei primi, sono di colore scuro con petto e gola bianca, sono più rari e sono i più grandi rappresentanti della famiglia. I rondoni amano nidificare sotto i tetti o nelle cavità di grondaie e simili, tra gli animali più veloci del mondo, raggiungono anche i 320 km/h. Cacciano, aprendo il piccolo becco, si nutrono di plancton aereo, in altre parole piccoli insetti e ragnetti portati in aria dal vento. Essi svolgono un ruolo di spazzino dell’aria, parecchio importante per contenere le popolazioni di insetti, molto dannosi all’uomo e alle sue attività, agricole e non. Questi purtroppo subiscono danni gravi, in particolar modo quando sono effettuate ristrutturazioni o lavori ai tetti, soprattutto mentre vi sono i nidi o i piccoli nati, un peccato, per ciò questi lavori andrebbero studiati tenendo conto anche di questo fattore. Siamo noi che abbiamo il timone del mondo, cerchiamo di guidarlo verso la giusta rotta. Un riferimento particolare alla presenza sul territorio del raro Rondone pallido, parecchio difficile la distinzione con il rondone comune, il pallido ha un piumaggio leggermente più chiaro, dalle personali ricerche, nel 2011 ho avuto modo di confermare la presenza anche nell’immediato periodo post-estivo. Devo evidenziare inoltre la presenza importante della Rondine montana, l’unica specie della famiglia, che non migra e che a San Giovanni in Fiore vive addirittura dodici mesi su dodici, nidificando in almeno 4-5 zone della città. Dagli studi che conduco da moltissimi anni posso affermare che è presente da epoche lontane. Proprio il territorio di San Giovanni in Fiore, in base alle osservazioni a carattere nazionale di rilevamento di Ornitho, è uno dei più importanti siti per la specie, ciò è la conferma che il sottoscritto nell’anno simbolo 2011, ha riscontrato la Rondine montana, non solo in 4-5 aree di nidificazione urbana ma anche la presenza pressoché in ogni periodo dell’anno, inverno compreso, faccio parte di questo importante e prestigioso gruppo di lavoro nazionale e internazionale di studio e ricerca sugli uccelli selvatici, per tanto tutte le osservazioni sulla specie le ho condotte personalmente. La Rondine montana è di colore bruno uniforme, con le classiche macchie bianche sulle piume caudali, coda non biforcuta come gli altri hirundinidae. Infine la Rondine, sempre più rara, nidifica sotto i cornicioni e nei sotto stalla, dalle nostre parti è possibile avvistarla ancora a Serralonga, a Meterire, a Jannia, nella zona dell’Apatia e recentemente ho scoperto con grandissimo piacere, una colonia in pieno Parco Nazionale della Sila nel nostro comune, si tratta della colonia di rondini che è presente alla quota altimetrica più elevata per quanto concerne la Sila, per ragioni di tutela preferisco mantenere segreta la località anche perché considero gli animali some perle di una grande collana che si chiama natura, una collana troppo preziosa, da preservare sempre. La Rondine ha una lunga coda biforcuta, blu molto scuro nella parte superiore e chiara in quella inferiore con la gola rossiccia, preda zanzare e insetti dannosi per l’uomo e per il bestiame, i pesticidi, le ristrutturazioni selvagge e i cambiamenti climatici la stanno facendo diminuire specie in Europa. Faccio una domanda a tutti voi: Che ne sarà del cielo senza uccelli in volo? Spesso la tristezza è comune alla distruzione. Noi uomini, comuni mortali, credendo di essere superiori a tutto, non ci accorgiamo degli immani danni che portiamo a segno nei riguardi della natura ma anche e soprattutto di noi stessi, siamo parte di questa Terra, in tutto e per tutto, facciamo in modo che non sia mai troppo tardi per rimediare ai nostri quotidiani errori.  Gianluca Congi (Testo aggiornato in Febbraio 2012)

 

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