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Facciamo respirare le foreste della Sila! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Lunedì 04 Agosto 2014 13:07

alt Se gli alberi sono importanti per innumerevoli ragioni, ben note a chiunque, possiamo anche affermare, che molti umani, pongono in essere diversi comportamenti fuori luogo e che vanno nella direzione della distruzione.

Tra i tanti benefici che un bosco ci mette a disposizione, figurano: la produzione dell’ossigeno con conseguente assorbimento dell’anidride carbonica, la protezione del suolo, l’aspetto ricreativo, la depurazione dell’aria, il rifugio per la fauna selvatica, l’aspetto paesaggistico, il legno fornito per i diversi usi e la possibilità di trovare i prelibati prodotti del sottobosco. L’uomo, nel complesso, non riesce a ricambiare a quanto di buono ci viene offerto, gratuitamente e senza particolari pretese. Negli ultimi tempi, sembra che il bene “foresta” sia diventato un business e nient’altro. Il problema sostanziale è solo uno: i boschi e le foreste non sono un bene illimitato, alla fine, se non si attuerà una seria politica di protezione e utilizzo delle risorse forestali, avremo un deserto senza alberi! Notizie di migliaia di alberi abbattuti a raso, cime denudate e smembrate, motori assordanti che arrivano ovunque, il fuoco che incenerisce i fianchi delle montagne, rifiuti disseminati come funghi, allora mi chiedo, sequestri e denunce possono rimediare a questo stato di cose? Con l’arrivo della bella stagione, immancabilmente compare il triste fenomeno degli incendi boschivi, una piaga senza senso, dettata dall’ignoranza ma anche dalla speculazione e dagli interessi criminali che ruotano attorno al bene forestale. Non basta l’inasprimento delle pene se poi la vigilanza non può essere attuata per mancanza di personale o perché manca la benzina per far girare i mezzi, non basta l’azione del singolo o l’impegno di talune istituzioni, c’è necessità di quell’inversione di cultura che è attesa da epoche millenarie. Finché non capiremo l’importanza che gli alberi hanno per la nostra stessa sopravvivenza e per il futuro dei nostri figli, tutto il resto sarà un’inutile perdita di tempo, parole al vento, comprese le mie. Siamo ancora in corsa per rimediare ai nostri disastri quotidiani. Basterebbe che ciascuno di noi piantasse un albero, come simbolo di ribellione a questo stato di cose, il tutto unito all’impegno che ogni singolo cittadino dovrebbe porre per la seria difesa della natura; esempi banali, tipo quello di non girarsi dall’altra parte, sensibilizzare i meno rispettosi e fare in modo che l’interesse sia complessivo e non solo dei pochi. Noi siamo lo Stato, ricordiamocelo. San Bernardo di Chiaravalle (Bernard de Clairvaux), disse: “troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”, ecco che da questo mistico e profondo pensiero, vorrei invitare tutti ad andare in un bosco, da soli, al mattino presto o verso la sera tardi, senza avere timore, restare in silenzio e mettersi ad ascoltare gli alberi che parlano, che sussurrano i versi di una lingua sconosciuta a noi esseri umani, già il solo frusciò delle foglie è una lezione di vita! Facciamo respirare le foreste della Sila!

Gianluca Congi ©

 

 

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