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Gli alberi: da grandi amici dell’uomo a killer spietati. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Sabato 03 Novembre 2012 12:22

alt Gli alberi: da grandi amici dell’uomo a killer spietati. Non c’è strada della Sila che non abbia alberi tutt’intorno. Del resto siamo stati noi a sventrare i boschi e le foreste per costruirvi strade e quant’altro.

 Non vi è dubbio che l’uomo per vivere debba necessariamente avere la possibilità, attraverso le vie di comunicazione, di spostarsi e muoversi secondo le varie necessità. Il problema sorge quanto lungo queste vie, si trovano nel raggio di ben 6 (sei!!!) metri alberi di varia fattura, non importa se arbusti, se colossi o se maestosi patriarchi secolari. Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che gli alberi a meno di 6 metri dalle strade, sono pericolosi e per ciò vanno abbattuti (pensate al Viale dei cipressi di Castagneto Carducci, il luogo reso celebre dal grande Giosuè Carducci, dove migliaia di cipressi secolari adornano la strada di una delle zone più belle del mondo, nella Maremma livornese, se Carducci fosse ancora in vita non oso immaginare il seguito). Da qui la preoccupazione e folle corsa al taglio. Gli enti proprietari delle strade, dai comuni, alle province, all’ANAS e quant’altro, sono in allarme. In Italia esistono viali alberati, strade che attraversano intere montagne, paesaggi fiabeschi: tutto ciò è pericoloso! Cioè il problema è costituito dagli alberi e non da chi guida a forte velocità, da chi parla al cellulare e si distrae o da chi guida come un pazzo, ubriaco, drogato o senza ruote idonee durante i mesi invernali, solo per fare qualche esempio. Tutto questo non è pericoloso. Il pericolo è costituito dagli alberi, ma non perché possono cascare sopra una macchina, bensì è l’auto che può andare contro l’albero e fracassarsi tutta, compresi gli occupanti. Mi chiedo semmai qualcuno si sia preoccupato della sicurezza lungo tutte le strade italiane, dai guardrail a norma e ovunque, non solo ogni tanto, addirittura ci sono tratti pericolosissimi senza alcuna barriera, dalla segnaletica messa con oculatezza e non a caso, basta guardare in alcuni punti gli assurdi limiti di velocità che non rispetta nemmeno chi va in moto ape. Sono convinto che ci siano tante situazioni di vero pericolo, costituite da alberi pericolanti o davvero potenzialmente pericolosi, ma sono altrettanto convinto che se dovessimo applicare la norma alla lettera sarebbe solo una strage di alberi, una devastazione assolutamente inutile. Quali sono i paradossi? Che se uno va contro un albero e non c’erano altre protezioni, l’albero sarà venerato a vita eterna, quanti alberi lungo le strade hanno salvato vite e fermato la folle corsa di autovetture e addirittura di mezzi pesanti, da sbandamenti e cappottamenti? Se invece succede la tragedia, ecco l’albero incriminato, da grande amico del genere umano a spietato killer! Se non era lì, non sarebbe successo niente. E se prima dell’albero ci fosse stata un’adeguata protezione? La colpa sarebbe stata degli alberi o delle protezioni? O meglio di nessuna delle due? Si valuterebbe il comportamento umano, magari con il ghiaccio si correva, oppure in quel momento un sms aveva fatto distogliere l’attenzione dalla guida, non c’erano adeguate barriere (fatto di estrema importanza) o peggio la strada era stata confusa con un autodromo. Credo che il buon senso debba prevalere su tutto, anche sull’animo ambientalista di ognuno di noi, ma la verità è un’altra, in Italia si fa tanto per proteggere anche un solo albero e poi dalla sera alla mattina ci si ritrova con tutto il contrario di tutto. Questo è il ragionamento in merito alle tante domande che mi sono state poste dalle innumerevoli persone che percorrendo diverse strade della Sila, hanno notato i tagli fatti a ciglio strada e nelle scarpate, chiedendomi: erano davvero necessari? Per qualcuno si, anzi un'ottima cosa, lamentando pericoli di varia natura, per altri no, per taluni una vera e propria apocalisse, azzardando, si fa per dire, un disastro! La "democrazia" è questa e guai se non si potesse parlare di certi argomenti, l’unica cosa buona che ancora non c’è stata tagliata, per cui giusto dare sfogo alle opinioni più varie e disparate, nel rispetto di tutti, della legge per prima cosa ma credo allo stesso modo anche degli alberi in "attesa di giudizio" o "già condannati"  !!! In generale, dico sempre: povera natura che piange. La mia risposta alla discussione, non può che essere sempre la stessa: gli alberi senza di noi sopravvivono e come, noi senza di loro no!!! Lo ripeterò alla noia se sarà il caso, esistono certamente situazioni di pericolo acclarato, l'Italia è grande, ma non si possono fissare parametri con l'idea e la convizione che possano andar bene ovunque!!!

 

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