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La cattiveria brucia l’anima degli uomini malvagi PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 14 Gennaio 2010 07:08

Un giorno ventoso di un autunno lontano…un seme alato di un abete silano…

Favola oppure realtà? Metafora oppure concetto proprio di significato? Al racconto in forma fiabesca vi consiglio di unire la realtà perché in questo mio contributo c’è tutta una storia vera fatta di momenti e di tempo ma anche e soprattutto di uomini cattivi…uomini privi di ragione...

Immaginatevi oppure immedesimatevi in un seme alato, conservato all’interno di uno strobilo (o pigna) di uno degli abeti bianchi che popolano l’Altopiano silano, immedesimatevi in questo piccolo insignificante semino...

La storia ve la racconto così:
Un Fireboss in azione in Sila. Dopo una bollente estate ecco che l’autunno avanza inesorabile, questo porta con se un pò di tristezza... le giornate si fanno più corte… il vento inizia a farsi più gelido... le prime piogge bagnano l’aria così pura, pregna di ossigeno dato proprio da queste magnifiche creature… pini, faggi e abeti che si rigenerano da epoche immemorabili. Il seme intanto sonnecchia ignorando ciò che nel mondo esterno accade ogni istante che passa…dopo i rigori invernali…ecco la primavera avvicinarsi… il seme approfittando di un soffio di vento per volare lontano… lontano lontano…vola via... casca a terra… dopo un pò di tempo ecco che inizia a germogliare... a dare vita, ad una nuova creatura… inizialmente insignificante e così piccola da essere calpestata anche da una formica… Intanto passano gli anni... la piccola insignificante pianticella ormai è diventata un alberello… dritto e svettante, tale da farsi spazio nel bosco intricato… una vita difficile… quante gocce di pioggia, quanti fiocchi di neve, quanti soffi di vento gli toccherà vedere dinnanzi al suo fusto e alla sua chioma ancora tremula… quante carezze sfiorate e quanti pericoli scampati… Dopo 500 anni, ecco che nel bosco, quell’insignificante semino… quella insignificante piantina… quell’insignificante alberello oramai si è trasformato in un gigante… un monumento vivente… un patriarca… un colosso dal fusto eretto, grosso e con la corteccia rugosa piena di muschi e di licheni… il re della foresta!!!

Arriva un giorno triste...e con esso la malvagità.... un uomo, decide di mettere in pratica la sua intelligenza più acuta… perché è insoddisfatto, perché non ha nulla a che fare, perché si vuole divertire, perché deve fare un dispetto, perché deve guadagnarci qualcosa sopra, perché semplicemente è un ignorante oppure perchè non ha mai avuto una sola ragione per darla alla sua esistenza…fate voi il motivo del perchè...a voi l'idea...a me non interessa questo....quest'uomo incriminato ecco che decide di andare in quel bosco… cammina… cammina… arriva ai piedi del  grande albero e si chiede tutto tranne come avrà fatto questa maestosa creatura ad arrivare fin oltre 40 metri di altezza per opiù di 3 metri in diametro… così decide…senza un senso....semmai possa esserci un senso a certi gesti di NOI IGNORANTI UMANI...decide di dargli fuoco… si… di incendiarlo… dopo poche ore di quel pezzo di storia naturale non resterà che un tizzone fumante… una desolazione immane, una tristezza profonda…un sacrilegio all'intera umanità prima ancora che alla natura!!!


Questa è la mia storia interpretata...dedicata a “PROMETEO”, l’Abete bianco gigante di Tirivolo, in Sila Piccola, probabilmente l’Abete bianco più vecchio e grande d’Italia... distrutto da mani malvagie come prezzo da pagare per l’istituzione del Parco Nazionale della Sila…

Ma di Pometeo ne esistono dappertutto...


Immaginate la storia di ogni albero in un bosco… in inverno il terrore costante di essere tagliato… in estate il terrore costante di essere bruciato…questa scuola di pensiero sta alla base del fatto che il terrore accompagna sempre il percorso dell'uomo, anche quando questi non si accorge di ciò che sta combinando…in bene ma soprattutto in male...specie verso se stesso, verso i propri figli, verso la natura...

Mi chiedo come si faccia a bruciare un bosco… con che coraggio Voi piromani e/o incendiari fate tutto ciò… con che coraggio mettete a rischio la vita di innocenti creature che ogni attimo danno a voi la possibilità di sopravvivere su questa Terra… con che faccia vi guardate allo specchio… quanto sapete bene che qualcuno come voi ha ucciso un proprio simile perché negli incendi muoiono anche le persone, spesso innocenti o spesso colpevoli di frenare la vostra stupida azione…CRIMINALE!!!

Quando un giorno questa Terra resterà senza un albero allora sarà troppo tardi anche per voi,  solo allora forse capirete che siete assassini soprattutto di voi stessi e dei vostri cari a cui non potete voler bene se ne provocate un danno immane… come si può voler bene ad un figlio quando gli si mette a rischio il futuro… come si può voler bene ad una madre o  ad un padre quando il danno va anche a loro… come si ci può addormentare la sera quando avete già ucciso il vostro domani…!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!????????????

Gli alberi sono come fantasmi, spiriti invisibili ma viventi allo stesso tempo… per cui ogni albero vi guarderà finchè avrete dei giorni da sopravvivere su questa Terra… ogni albero vi guarderà con gli occhi pieni di rabbia ma anche di compassione per il torto vigliacco che gli avete fatto… ricordatevi che nella vita prima o poi si pagano tutti i conti…sicuramente un giorno qualcuno farà i conti di ciò che di male ha fatto… e vi assicuro che incendiare un bosco significa: male senza una fine…

 

La riflessione 

Questo contributo è dedicato a tutte le creature, animali e vegetali, che vengono uccisi dagli incendi dei boschi, spero solo che qualcuno metta coscienza e la finisca di distruggere ciò che dà vita.

Gli incendi dei boschi sono l'infermo per l'umanità e la natura, quando questi benedetti alberi non ci saranno più, cosa faremo, cosa?

Ripenseremo forse a ciò che di male è stato fatto? Meglio finirla quì, prima che sia davvero troppo tardi!!!

 

 

Gianluca Congi

 

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