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Al lupo, al lupo ... PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Mercoledì 13 Gennaio 2010 07:04

Chi sono davvero i famelici lupi calabri?

Le orme del Lupo. Com'è possibile che cinquanta-settanta lupi, più o meno, abbiano potuto ordire una così ingegnosa attività di attacco senza confini e senza pietà ai danni di pecore, capre, mucche e chi ne ha più ne metta? Tre milioni di euro per risarcire 15.000 capi di bestiame domestico, povere creature sbranate dai famelici lupi calabresi, fatti avvenuti in gran parte sulla Sila ma un po’ovunque, anche sulla costa del mare, dove i lupi evidentemente sono andati a farsi un bel tuffo, visto che il mare calabrese attira figure da tutte le parti del mondo, figuriamoci se non pure dalla montagna, distante davvero pochi chilometri, peccato però che molte spiagge e lidi sono vietati ai canidi con tanto di cartelli ed insegne. Al di là della metafora credo che la Corte dei Conti – Sezione Regionale della Calabria, abbia acceso un lumicino su una questione davvero “gigantesca”, se dal 1994 al 1997 i danni sono stati contenuti in 15.000 capi di bestiame perso, danni per tre milioni di euro sborsati dalla Regione Calabria, ci chiediamo dal 1997 ad oggi a quanto ammonta il danno ulteriore, presunto tale ovviamente, oppure ancor prima, tenuto conto che la legge regionale di risarcimento danni risale al 1986, avente titolo: Risarcimento danni da animali in via d’estinzione”, in pratica il Lupo appenninico e l’Aquila reale. La legge citata attualmente è stata sospesa...a discapito chi di? Dei lupi ovviamente..

Attualmente i risarcimenti sono bloccati, troppi soldi, un caos, l’indagine della magistratura contabile supportata dalla Guardia di Finanza si è estesa poi nel tempo, ma attualmente non sappiamo come è finita, anche perché i risvolti penali venivano dati scontati, specie dalla stampa regionale che per un bel po’ di tempo ha calcato l’onda della notizia ma ora nessuno più ne parla, come se il problema fosse cessato con la fine dell’erogazione del denaro pubblico.

Com'è stato possibile arrivare a una simile condizione? Risposta facilissima, strano ma vero! Ragionando a livello prettamente naturalistico, mi pare palese che i lupi, che hanno abitudini alimentari assai variabili, tenendo conto che spesso si nutrono in discariche oltre che  sempre più spesso di animali selvatici, ritornati in gran numero a popolare i nostri boschi, cervi, caprioli e cinghiali; poi di tanto in tanto scorazzano in cerca di qualche pecora o capra, la predazione di questi animali esiste, però sicuramente non è così diffusa, mi spiace dirlo ma come da tutte la parti, spesso le colpe più grandi vengono proprio da chi dovrebbe dare l’esempio, non ce la prendiamo sempre con gli ignari lupi o anche con i cani randagi (che non dovrebbero esistere se l’uomo fosse un pò più uomo), non ci sono più i cani da pastore a guardia delle greggi, non ci sono più i pascoli sorvegliati da idonei pastori, l’era moderna fa si che spesso gli allevatori controllano il gregge dal finestrino di lussuosi fuoristrada, peggio ancora quando extracomunitari sono a capo del controllo di centinaia di capi, in pratica ho visto anche pastori diventati di colpo imprenditori in giacca e cravatta; cani da mandria tenuti affamati e denutriti e di conseguenza spesso i veri carnefici degli animali che prima sorvegliavano, furti magari mascherati con smarrimenti, malattie e patologie confuse con aggressioni violente di lupi o cani, insomma se ne sentono e vedono di tutti i colori, inutile nascondersi dietro un dito.

Il vero problema? I lupi calabresi stanno vivendo un periodo delicatissimo, più di quando agli inizi degli anni ’70 rischiavano l’estinzione seria, oggi nessuno paga più, ne per i danni veri ne tanto meno per quelli più che presunti, direi a pieno titolo "fasulli". Il risultato di tutto ciò? I boschi e le campagne sono pullulati da bocconi e polpette avvelenate, spesso muoiono i cani degli stessi pastori, cani di ignari cacciatori, cinghiali, faine, volpi, tassi e tanti innocenti lupi.  Molti pastori onesti, che subiscno reali e avvolte consistenti danni non si vedono pagare più i danni, perchè per colpa di altri, la storia oggi è questa. Il Parco Nazionale della Sila potrebbe essere una valida chance, se il danno avvenisse all’interno del suo territorio si potrebbe far carico di valutare l’istanza di uccisione del bestiame al fine di risarcirlo. Ma quanti fatti avvengono fuori il parco? Quanti lupi sanno che i confini del parco non bisogna oltrepassarli? Davvero curioso mi pare questo ragionamento, eppure e già qualcosa, ma occorre ripristinare il risarcimento perché gli allevatori onesti esistono, gli allevatori che subiscono danni reali esistono, occorre solo inasprire la procedura, occorre che la regione faccia la sua parte concreta, valuti bene e, se necessario paghi subito senza ricorrere a scontati giudizi persi presso i giudici di pace di mezza Calabria.

Per concludere: i milioni di euro si sono cumulati in quanto anche gli allevatori di galline sapevano ormai che era facilissimo avere il risarcimento, prodotta un'istanza alla regione, quest’ultima forse anche per la grande mole di domande, non istruiva il procedimento di risarcimento e di conseguenza tutti dal Giudice di pace, all’udienza non si presentava nessuno in difesa del povero ente perché per migliaia di procedimenti mi chiedo come possa fare l’Avvocatura nel difendere i pubblici interessi, così la condanna era scontata,  risarcimento del danno più pagamento delle spese accessorie e degli onorari etc., un danno oltre che una beffa!!!

Intanto ogni tanto nelle campagne di San Giovanni in Fiore, si sente urlare “al lupo al lupo”, c’è un pastore che giorno dopo giorno combatte contro il vento, cioè contro l’invisibile, mi racconta che per fortuna di tanto in tanto due-tre lupi fanno la comparsa, altrimenti in queste valli isolate sarebbe tutto più triste senza la loro compagnia, costi quel che costi. I dati inerenti il problema dei lupi e dei risarcimenti dei danni, sono consultabili nelle relazioni della Corte dei Conti e sul sito della Rai:, che attualmente non è accessibile, non si sà il motivo, in ogni caso una valisa fonte è oppure era: http://www.fao.rai.it/accessibile/news/articolonews/0,9217,37648,00.html

 

Gianluca Congi

 

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