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Welcome to "MONNEZZA" PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Mercoledì 13 Gennaio 2010 07:01

Benvenuti nell'affascinante scenario ambientale e sociale calabrese.

Una delle tante discariche abusive. Le notizie che giungono da Crotone sono a dir poco sconvolgenti, una mezza città costruita sugli scarti tossici di quelle aziende che hanno dato il pane ad una intera comunità, specie negli anni passati, oggi si scopre che persino le scuole sorgono su questi cumuli di materie smaltite così facilmente a danno degli stessi ben pensanti di questo misfatto, dei loro figli e di tutte le generazioni passate nel corso di questi anni e di quelle che verranno.

L’inquinamento delle falde acquifere, dei fiumi, del suolo e dell’aria oggi pone l’uomo davanti ad un precipizio, ogni giorno questo si fa più vicino proprio perché ci stiamo letteralmente suicidando, compiamo tutte le azioni più cattive verso noi, i nostri figli e verso la Terra, pochi, davvero troppo pochi, vanno in contro tendenza, possibile che non riusciremo a capire questo?

La situazione di San Giovanni in Fiore come un po’ di ogni comune calabrese e credo meridionale è diversa fino ad un certo punto, sarà pur vero che non avendo mai avuto una vera e propria fabbrica di conseguenza adesso non ci ritroviamo con il territorio inquinato, però c’è da dire che là dove non ci hanno pensato gli altri, ci abbiamo pensato noi, noi cittadini con la complicità evidentemente di una parte delle istituzioni che hanno permesso tutto questo e che anzi, con comportamenti e politiche ambientali inesistenti, hanno favorito tutto un susseguirsi di casi. Mi riferisco ai casi inerenti le tante discariche abusive di rifiuti, recentemente la situazione è migliorata notevolmente dopo opere di bonifica eccezionali e straordinarie, persistono però le vergogne, come il caso Serralonga, non bastavano le migliaia di metri quadri compromessi da anni, tutto il fiume Garga a valle di questo sito, non bastava la denuncia, il sequestro etc. ma nemmeno spostarsi dove c’era pulito, scaricando fino a nelle acque, grazie a tutti quei cittadini così bravi da mettere a repentaglio anche la loro esistenza unita a quella dei propri figli, l’ho ripetuto e lo ripeto e lo ripeterò; per non parlare dei tanti siti dove un tempo venivano conferiti i rifiuti solidi urbani senza alcun criterio di tutela ambientale, questi mai bonificati, per non parlare del sito di Macchia di Truono, per fortuna qui la situazione è migliorata visibilmente ma per quanto resterà tale? Poi è lecito chiedersi, che cosa c’è sotto il terreno di molti di queste discariche abusive?

Ciò che si vede sopra non può che essere una parte di tutto, mi chiedo come ancora dopo processi, sequestri etc. sia ancora tutto come prima in località Palla Palla, nell’area della Ex Silva, migliaia di pannelli di eternit frantumati e fatti a mille pezzi, essi giacciono a terra come se nulla fosse, come se le fibre di amianto non esistessero più, eppure a pochissimi metri c’è di tutto e di più…un impianto di carburanti, una scuola pubblica, un bosco frequentatissimo per la ricerca dei funghi, delle castagne e di altro, un campo coltivato da un agricoltore che poi rivende i prodotti agricoli, due aziende zootecniche che allevano bestiame sui pascoli lì vicino, un canale dell’acqua irrigua che porta l’acqua per annaffiare i campi, una strada pubblica frequentatissima specie col bel tempo da amatori delle due ruote e da gente che passeggia o che fanno footing, aggiungerei un intero quartiere abitato, uno stadio, un cimitero, aziende boschive e poi via via un intera città.

Un territorio bellissimo, fatto di boschi interminabili e di ricchezze naturalistiche invidiabili, oggi messo a soqquadro per una buona parte, da una serie di fenomeni di antropizzazione e di impatto ambientale pesantissimo, una situazione ereditata da anni e anni di cattivo governo del territorio e di cattive abitudini di chi doveva proteggerlo in primis, la gente che lo abita, un impatto che non so fino a che punto arriva a sconfinare nella salute pubblica.

Poi c’è la discarica consortile di Vetrano, inizialmente un mini sito per il solo comune di San Giovanni, diventata poi, la pattumiera di Cosenza e provincia, tanto lì il suolo è argilloso e quindi impermeabile, ovviamente non c’è alcun problema, non esiste, eppure le denuncie del Comitato di cittadini caccuresi hanno sortito verifiche e quant’altro tanto che abbiamo appreso pubblicamente dell’interessamento dell’Autorità giudiziaria per le presunte irregolarità riscontrate, attendiamo fiduciosi la verità, con la speranza che non passino decenni per poi vedere solo una bolla di sapone. Facciamo finta di non avere proprio occhi, altro che li chiudiamo, non averli mi sembra più semplice che chiuderli e riaprirli quando ci pare e ci piace.

Poi esco di casa per buttare la carta e al massimo quattro bottiglie di plastica, perché altro non posso differenziare in quanto non esistono i cassonetti appositi, mi devo fare chilometri per trovare dei cassonetti adibiti a tale scopo (carta e plastica - stop), per non parlare che in essi si trova di tutto, vengono adibiti quando i normali contenitori sono occupati, a raccoglitori di RSU comune, ma mi chiedo: “quale differenziata” e “quali spot pubblicitari”, siamo all’anno meno 1000, altro che 0, le colpe sono inesorabilmente di tutti, nessuno escluso, cittadini in testa perché dovrebbero fare la differenza su tutto, lo Stato sono le persone che lo popolano, non i potenti di turno, questo però la grande civiltà italiana non l’ha capito e concepito; poi ci sono le istituzioni, queste però sono anch’esse fatte di gente, quindi se la gente ragiona a modo proprio, mi chiedo come e che cosa possiamo pretendere da noi stessi cambiati solo di postazione all’interno della società civile, quindi in questo contesto a voi i giudizi di valutazione, una cosa, credo che lamentarsi serva davvero a “niente”, anche perché spesso chi si lamenta vuole sottostare a determinate condizioni, intanto il mio non era un lamento ma una mera considerazione di merito, per ora a tutti i miei amici, conoscenti, colleghi etc., dico sempre “Welcome to: monnezza”, tutto ciò che circonda è “Monezza”, tutto, non dimentichiamoci che anche noi siamo fatti di materiale e di rifiuti, quindi siamo mondezza, anche se siamo biodegradabili, poi in fine, siamo l’unica specie ed essere vivente che produce rifiuti, gli altri, specie gli animali, producono solo gli escrementi, biodegradabili e comunque con un peso sopportabilissimo dalla Terra, noi invece no, ancora una volta facciamo “Monnezza”.

Gianluca Congi

 

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