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Gli "onorabilissimi" amanti della Sila! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 02 Ottobre 2014 18:54

alt Ogni anno e in qualsiasi stagione, giungono notizie di misfatti o bravate ai danni del nostro prezioso patrimonio naturale.

Col bel tempo o con le bufere di neve, c’è sempre qualcuno pronto a sfidare la natura, magari grazie anche all’uso della tecnologia e dei mastodontici mezzi che arrivano ormai fin dentro il cuore della montagna. Sono convinto che i veri problemi non siano dati dal passaggio nella foresta, di un quad-bike, di una moto da cross o da un mezzo a quattroruote motrici, sempre che questi abbiano buon senso e totale rispetto per ogni forma vivente, anche solo per un ciuffo d’erba situato oltre la sterrata.  Roba diversa, se al posto di un singolo o di un piccolo gruppo molto rispettoso, ci troviamo di fronte a una scorribanda di decine di mezzi che saltellano ovunque, lasciando profondi solchi nel terreno, piantine di pino mutilate o argini di fiumi semi distrutti, in questi casi non c’è alcuna giustificazione che tenga. Purtroppo questo settore, non risulta disciplinato da una norma regionale in materia di circolazione fuoristrada, nel Centro-Nord quasi tutte le regioni hanno legiferato in tal senso. Scarseggiano pure, similmente, regolamenti specifici in seno alle aree protette insistenti a vario titolo sul territorio. Altre notizie vedrebbero la Sila come un luogo ideale per organizzare i rave party, una specie di feste senza regole dove tutto (o quasi) è permesso, addirittura sono rimasto allibito nel leggere, alcune considerazioni del tenore: “la Sila va vissuta, se la mummifichiamo, non produrrà un bel niente!” Mi chiedo se lasciare schifezze di ogni tipo, produrre, specie in alcuni delicati periodi dell’anno, disturbo al riposo e alla riproduzione di specie animali anche in via d’estinzione, sia una forma suprema di sviluppo eco(culturale)-sostenibile! La risposta a questi quesiti la lascio a ognuno di voi. Vogliamo parlare pure di coloro i quali, in violazione alle leggi e al calendario venatorio, portano ad allenare i cani da caccia, specie di mattino presto o la sera al tramonto, finanche in area protetta, giusto per stanare qualche selvatico? Se poi gli innocenti segugi o spinoni di turno, inseguono, nel periodo riproduttivo, un Cinghiale, una Lepre, un Capriolo o semplicemente disturbano la nidificazione al suolo di tanti uccelli anche protetti, che sarà mai! Rammento, che per molti e variegati comportamenti, vi è una disposizione generale che si può estrapolare dalla Legge quadro n. 394/1991, dove è punito il disturbo delle specie animali, si tratta di un reato, descritto in via generica ma applicabile se all’interno del perimetro del parco. Pare logico che spetterà all’operatore di polizia, accertare e documentare se vi sia stata l’effettiva azione di disturbo, tecnicamente, da dimostrare in modo circoscritto e non astratto, quindi attenzione, anche ai campeggi abusivi, specie se situati in aree sensibili come S.I.C., zone 1 del parco etc. Vorrei bacchettare chi va per funghi con buste, usa rastrelli e uncini o magari scambia il bosco per uno stadio, prendendo a calci tutto ciò che è considerato non buono, anche questo comportamento, unito a tutti gli altri, non va bene, rappresenta un fatto d’inciviltà! Taluni ignoranti, dovrebbero essere mandati là dove i crimini sono puniti col taglio delle mani, scusate la crudeltà; mi riferisco a chi, nel primo angolo di bosco, scarica o getta rifiuti e porcherie varie! Per non parlare dei loschi figuri che, sentendosi i padroni, distruggono la natura allo scopo di ricavarne un profitto. Il business criminale è inquadrato in tutte quelle azioni fraudolente mirate a ottenere un qualsiasi beneficio, esempio: gli incendi boschivi appiccati per scopi e interessi precisi; l’uccisione dei lupi, da chiunque praticata; i tagli abusivi di legname, spesso perpetrati in zone tutelate; la caccia e la pesca verso specie protette, mediante mezzi non consenti o praticata all’interno di luoghi interdetti e, tutti i fenomeni di bracconaggio connessi; l’inquinamento del suolo, dell’aria e delle acque a discapito dell’intera popolazione; la speculazione edilizia; il pascolo abusivo etc. Il marciume umano, favorito dalla complicità del sistema, consentito a suon di connivenze a vario titolo, sottovalutato o peggio ignorato da taluni, vede la beffa più grande sapete in che cosa? Molti degli attentatori all’integrità della nostra Sila, si professano come i veri e unici innamorati della natura, quelli che la vivono in tutto e per tutto, ecco perché sono gli “onorabilissimi” amanti della Sila, una categoria tutt’altro che in via d’estinzione!  Gianluca Congi ©

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