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Il Ghiro? Lasciamolo dormire... PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Mercoledì 08 Maggio 2013 11:57

alt Non me ne voglia nessuno, non posso fare a meno, per l’ennesima volta, di tirare le orecchie a chi ancora oggi, commette un vero a proprio massacro, silenzioso ma pur sempre un massacro che già negli anni scorsi è stato oggetto di denuncia e di contrasto da parte del sottoscritto.

Il Ghiro (Glis glis) è il più grosso animale appartenente alla famiglia dei gliridi, ossia volgarmente detta la famiglia “dei ghiri”. Quest’animale più piccolo del comune Scoiattolo si presenta di una colorazione caratteristica, grigia pura o soffusa da un marrone giallastro. Si tratta di un animale appartenente ai Rodentia, ordine dei Roditori, elusivo, generalmente notturno, dall’aspetto di un grosso topo, con la differenza sostanziale che presenta una coda folta e pelosa, quasi quanto quella dello Scoiattolo. Essi vanno in letargo, contrariamente allo Scoiattolo nostrano. Tra San Giovanni e Castelsilano, nel mese di Agosto, succede la mattanza, ancora oggi definita vergognosamente come “usanza e tradizione culinaria”. Diverse persone, residenti nei paesi a noi vicini, con le prime luci dell’alba, salgono nei nostri boschi, per raccogliere le trappole disposte sugli alberi la sera prima, il tutto allo scopo di catturare i ghiri, che poi saranno cucinati come prelibatezza sulle tavole anche di persone cosiddette “distinte”; alla faccia che il Ghiro è un animale protetto e che rischia l’estinzione. A distruggere queste innocenti creature da una parte ci pensano i tagli dei boschi che riguardano i grandi alberi di Castagno e Quercia dove il Ghiro spesso si rifugia, per passare il letargo e per trovare il cibo, poi gli immancabili incendi boschivi e ovviamente non poteva mancare il famigerato e crudele bracconaggio. Ricordo che non si possono sistemare trappole in genere e non si possono in nessun caso catturare ghiri e altre specie protette, si tratta di veri e propri reati. Secondo la recente giurisprudenza, si configura anche il furto ai danni dello Stato, essendo la fauna selvatica, patrimonio indisponibile. In alcuni posti della Calabria si usa addirittura il fucile, in periodo di caccia chiusa, di notte, con un potente faro per accecare gli animali così da poterli fare fuori con certezza! Che vergogna! Quello che accade nei nostri boschi è ignobile, per molti anni ho combattuto questa piaga, nel passato ci sono state anche denunce e sequestri di trappole, ovvio che se dovesse ricapitare un fatto così grave, non avrò esitazione nel denunciarlo, d’altronde non potrebbe essere diversamente perché la legge è uguale per tutti, personalmente intendo perseguire questo principio senza tentennamento e con forte convinzione, anche per il mestiere che faccio, ma prima ancora per una questione morale. Finiamola col distruggere ciò che resta del nostro patrimonio naturale, un giorno quando su questa terra non ci saranno più gli alberi e i poveri animali, cosa faremo? Siamo sempre noi uomini, gli esseri più cattivi. Speriamo che non sarà troppo tardi per porre rimedio a tutte le barbarie che quotidianamente facciamo in nome dell’assurdità e dell’ignoranza.

 

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