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L’importanza dei laghi silani per l’avifauna acquatica. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Sabato 01 Febbraio 2014 13:19

alt alt     Svasso maggiore in Sila - Gianluca Congi ©

La Calabria, geograficamente, si pone come una piccola penisola, bagnata da due importanti mari, unita al continente attraverso un fazzoletto di terra a confine con la Basilicata. Al centro della regione c'è la Sila, un pezzo imponente di montagne antichissime, eserse dal mare da epoche immemorabili.

Qui, nel profondo nord del profondo sud, tra sconfinate foreste e dolci altipiani, l’uomo ha realizzato una delle poche opere completamente integrate con la natura: i laghi della Sila. Non entrerò negli aspetti tecnici e nella storiografia di questi bacini, che hanno davvero una valenza unica da molteplici punti di vista, l’attenzione, pertanto, sarà concentrata sull’aspetto intimamente naturalistico, legato all’ornitofauna che popola gli ambienti acquatici del massiccio silano. Allo stato attuale, le aree di riferimento più importanti sono rappresentate dai laghi: Cecita, Ampollino, Arvo e Ariamacina; da pochissimo tempo si è aggiunto il Votturino, che si sta riempendo dopo decenni di secca, anche se il tutto è in fase di collaudo in vista del riempimento definitivo, fatto previsto e auspicato pure per il bacino di Re di Sole, che mai ha visto la luce nonostante i lavori siano stati ultimati da moltissimi anni. Si tratta di laghi artificiali, che si sono ben inseriti nel contesto paesaggistico e ambientale della zona, tanto da essere facilmente scambiati per naturali; possiedono un fascino davvero mistico, oltre che ormai sono parte fondamentale e integrante dell’ambiente calabrese. In tanti anni di studio e ricerca, in questi laghi ho potuto osservare molte specie di uccelli acquatici, da queste zone sono passati anche le gru, il Falco pescatore, l’Albanella minore, l’Albanella pallida, le cicogne bianche e, le cicogne nere, quest’ultime davvero rarissime e di cui ho registrato l’avvistamento di un gruppo migratorio tra i più numerosi mai avvistati in Italia nell’ultimo periodo. La primavera è uno spettacolo, specialmente sul Cecita e sull’Ariamacina, quì non è difficile avvistare il Cavaliere d’Italia, la Garzetta, il Piro piro boschereccio, il Piro piro culbianco, il Piro piro piccolo, la Pettegola e la Marzaiola. Di particolare interesse, il raro avvistamento della Sterna maggiore. D’inverno, molti sono gli uccelli svernanti: Cormorano, Fischione, Alzavola, Germano reale, Tuffetto, Airone cenerino, Airone bianco maggiore, Mestolone, Folaga e Beccaccino, questa specie soprattutto nelle paludi. Eccezionali avvistamenti anche di Volpoca, Zafferano e Moretta. Fissa la presenza del Gabbiano reale, che, anche se non nidificante, popola tutti i bacini. Interessante la nidificazione dello Svasso maggiore, nidifica nei quattro principali laghi, con un successo riproduttivo più marcato sul Cecita, dove sono stati avvistati nel 2013, diverse decine di piccoli appena involati. Aumentata anche la presenza della Gallinella d’acqua e del Germano reale, che nidificano spesso negli stagni adiacenti ai bacini lacustri. Fortunatamente, grazie all’istituzione del Parco Nazionale della Sila, quasi tutti i laghi della Sila sono entrati a far parte dell’area protetta, sebbene sia rimasto completamente fuori il Cecita, oggetto di pressione venatoria eccessiva, anche legata alla caccia agli acquatici nel periodo invernale. Nelle adiacenze dei laghi silani, proprio perché attirati dalla presenza delle piane e degli specchi d’acqua, molti altri volatili si sono stabilizzati o passano specie nella primavera, eccezionale l’avvistamento con documentazione del Piviere tortolino e, dopo anni d’intensa ricerca, documentato e accertato come nidificante in Sila, anche lo Stiaccino, in due-tre particolari siti che sono guarda caso a ridosso di queste zone acquatiche. Questo immenso patrimonio di biodiversità, necessita di una protezione seria, essendo le aree umide molto fragili e delicate. Un invito particolare, lo vorrei indirizzare ai soggetti gestori delle opere per la produzione di energia idroelettrica che insistono sulla Sila, alla Regione Calabria, all’ente Parco Nazionale e a tutti i soggetti istituzionali competenti, affinché valutino attentamente e correttamente le operazioni ventilate di svuotamento ciclico dei laghi. Che si tenga conto della preziosa popolazione di uccelli che vive grazie a questi ambienti, molte volte questo fattore è sconosciuto anche a chi dovrebbe conoscere le ricchezze che un territorio conserva e che il Creato ha donato a noi esseri umani, spesso incoscienti nella consapevolezza che ogni elemento della natura è indispensabile anche per la nostra stessa vita. Gianluca Congi ©

 

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