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Lasciamolo dormire!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Martedì 12 Gennaio 2010 16:47

I ghiri della Sila uccisi per far gola al palato dei signorotti

Un bel Ghiro. Non me ne voglia nessuno, non posso fare a meno, per l’ennesima volta, di tirare le orecchie a chi ancora oggi commette un vero e proprio massacro, silenzioso ma pur sempre un massacro che già negli anni scorsi è stato oggetto di denuncia e di contrasto da parte del sottoscritto. Il Ghiro (Glis glis) è il più grosso animale appartenente alla famiglia dei gliridi, ossia volgarmente detta la famiglia “dei ghiri”. Questo animale più piccolo del comune Scoiattolo si presenta di una colorazione caratteristica, grigia pura o grigia soffusa da un marrone giallastro. Si tratta di un animale appartenente ai Rodentia, ordine dei Roditori, elusivo, generalmente notturno, dall’aspetto di un grosso topo, con la differenza sostanziale che presenta una coda folta e pelosa, quasi quanto quella dello Scoiattolo. Essi vanno in letargo, contrariamente allo Scoiattolo nostrano. I tanti amici e parenti “casinisi” ovvero gli abitanti di Castelsilano (Kr) sanno che io do il cuore e l’anima per mantenere l’amicizia e il rispetto, ma la do indistintamente anche per tutelare la natura, quindi patti chiari amicizia lunga…si sul dire; qui nel mese di Agosto succede una cosa ancora oggi definita usanza come tradizione culinaria.

Diverse persone, con le prime luci dell’alba vanno nei boschi, che spesso ricadono nel nostro territorio, per raccogliere le trappole disposte sugli alberi la sera prima, il tutto allo scopo di catturare i ghiri, che poi verranno cucinati come prelibatezza sulle tavole sempre più spesso di signori e signorotti, alla faccia che il Ghiro è un animale protetto e che rischia l’estinzione perché da una parte ci pensano i tagli dei boschi che riguardano i grandi alberi di Castagno e Quercia dove il Ghiro spesso si rifugia per passare il letargo e per trovare il cibo, poi gli immancabili incendi boschivi e ovviamente il bracconaggio che non poteva mancare anche fuori il classico periodo di caccia e commesso con o senza l’uso di armi da fuoco. Vengono concretizzati reati veri e propri, non si possono mettere trappole in genere e non si possono in nessun caso catturare ghiri ed altre specie protette. In alcuni posti della Calabria vanno addirittura col fucile, in periodo di caccia chiusa, di notte, con un potente faro per accecare gli animali così da poterli fare fuori con certezza.

Quello che accade nei nostri boschi è ignobile, sono anni che combatto questa piaga, nel passato ci sono state denunce e sequestri di trappole, devo affermare ancora una volta che se scoverò chiunque, sia esso un parente o meno, visto che ho diversi parenti e amici in questo centro montano, non esiterò nel denunciare i casi di bracconaggio alla competente autorità giudiziaria, d’altronde non potrebbe essere diversamente perché la legge è uguale per tutti, personalmente intendo perseguire questo principio senza tentennamento e con forte convinzione. Finiamola col distruggere ciò che resta del nostro patrimonio naturale, un giorno quando su questa terra non ci sarà più un albero, un povero animale o non so più che cosa, vorrò proprio vedere che faremo, noi uomini gli esseri malvagi contro il Creato e contro noi stessi, spero solo che non sarà troppo tardi per porre rimedio a tutte le barbarie quotidiane che facciamo in nome dell’assurdità.

Gianluca Congi

 

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