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Le vittime innocenti di una grande crudeltà!!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 14 Gennaio 2010 13:45

Falco pecchiaiolo impallinato. Bracconaggio sinonimo di stupidità umana!!!

Che senso ha prendere un fucile è sparare contro un uccellino di pochi grammi appena?

Bene, qualcuno dirà, questa non ci risulta vera caccia bensì bracconaggio, cioè un atto illegale contro la fauna selvatica protetta, e ve lo lascio passare.

Che senso ha sparare contro un indifeso Colombaccio, che invece è specie cacciabile per così dire in gergo tecnico? E se il Colombaccio sparasse l’uomo? Perché senza mani e mania di grandezza e quindi indifeso che rispetto a quello che oggi può essere una preda facile proprio perché senza armi per difendersi?

Lo avrete capito che sono contro l’uccisione anche di una sola formica, quindi non posso essere a favore certo della caccia, badate bene, molti miei amici, conoscenti, dei parenti, sono proprio cacciatori, questo per dire che non sono qui per criminalizzare nessuno, o per dire che i cacciatori mangiano i bambini, non sono qui per fare un assurda politica che potrebbe essere targata come quella di un ipocrita animalista e/o ambientalista, penso però, sempre più convinto che mai che nessuno ci dà il diritto di togliere la vita ad un altro essere vivente, sia esso grande o piccolo, sia esso apparentemente insignificante o meno, sia esso un nostro simile o non…tutto questo specie quando avviene non per necessità o non per sopravvivenza. Per questo non potrò mai essere pro-caccia.

Perché?

Perché non vado contro natura, quindi per estremismo, gli uomini si sono evoluti da cacciatori provetti e quindi da predatori, l’uomo è una specie come lo è il Leone o il Pettirosso o la Cavalletta, con ruoli e funzioni diverse, con la ragione e l’intelligenza, con la sapienza e la virtù, ma alla fine sempre animale è. Quindi gli indigeni che ancora oggi devono cacciare per sopravvivere non fanno parte del mio ragionamento come non fanno parte del mio ragionamento tutti quelli che non sono vegetariani, precisando che se vogliamo essere totalitari di pensiero e azioni, i vegetali sono degli esseri viventi, non animali ma pur sempre esseri viventi con un sistema diverso e meno complesso ma indispensabili comunque alla vita sul pianeta e allo stesso Uomo, quindi con il rispetto per chiunque, in questo caso vegetariani e non, io vi ho portato a tutto questo giro di parole per dirvi che non posso essere a favore dell’uccisione di un animale per sport, se tale si possa chiamare e definire, per hobby, per passa tempo o per selezione o quale invenzione ulteriore.

Se l’uomo ha commesso tanti errori arrecando squilibri su squilibri ora come pensa di mettere a posto le cose?

Giustificando la caccia a specie nocive o invasive, perché fanno danni e perché c’è ne sono tanti?

Mi chiedo di chi sia la colpa se tutto ciò è avvenuto. Bene, per errore o colpa, per dolo e volontà come spesso accade però, per gusto o semplice divertimento, qualcuno ha sparato per l’ennesima volta su una specie protetta dalla legge, cioè su una specie di uccello che non si può cacciare, nella fattispecie un Cuculo, un curioso quanto bellissimo uccello migratore che nidifica nelle nostre campagne per poi svernare in Nord Africa, un povero uccello con un buco nel petto, colpito da una scarica di pallini sparati in segno di civiltà o inciviltà, fate voi.

Ripeto, non sarà stato volontario il gesto?

Ma di fatti se non c’era la caccia non sarebbe successo, anche se vi assicuro che in Calabria in tanti sparano a ciò che non dovrebbero, per legge come per etica, questo ovviamente avviene in tutto il Mondo. Nella mia carriera ho incontrato anche dei cacciatori che dichiaravano apertamente di odiare il bracconaggio o la caccia fuori regola, che collaboravano attivamente per salvare il patrimonio e la natura, ma ne ho conosciuto anche tanti ma tanti, che mi hanno detto di essersi pentiti se magari qualche volta avevano fatto fuori un Capriolo, un falco, un animale protetto o se Cuculo sparato al petto. avevano sconfinato nel parco nazionale, tanto il pericolo fa parte del mestiere, e poi a volte l’occasione fa l’uomo ladro, per non parlare dei falsi e ruffiani che in nome di un onestà mai contemplata, magari erano quelli che combinavano le “cazzate” più grosse, facendo credere di essere i paladini della difesa ambientale.

Qualcuno dirà che in tutte le categorie ci sono le cosiddette pecore nere, non lo metto in dubbio, ma metto in dubbio l’utilità di sparare senza un motivo di sopravvivenza o di reale necessità un animale indifeso, perché gli animali non sanno sparare o prendere in pugno un fucile o peggio una trappola, quindi quando si spara si spara sempre su un innocente, un indifeso, una vittima di una crudeltà senza fine, ne ho viste troppe per poter dire il contrario, l’ultimo oggi, a voi la riflessione democratica e di libero pensiero, a voi la riflessione sulla foto allegata, meditate gente, meditate, il buco nel petto di questo povero Cuculo è l’emblema di ciò che non dovrebbe accadere se davvero il Mondo fosse più Mondo.

Gianluca Congi

 

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