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Il Lanario, un vero gioiello dei cieli europei. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 14 Luglio 2016 16:23

Rarissimo Lanario in Calabria - foto Gianluca Congi © Uno dei rapaci più rari e poco conosciuti d’Europa, con pochissime coppie, è ancora tenacemente presente nell’entroterra della Calabria. Negli ultimi anni, eccezionali avvistamenti fin nel cuore del Parco Nazionale della Sila, stanno facendo ben sperare per un auspicato quanto arduo graduale ritorno della sottospecie feldeggii, costantemente minacciata d’estinzione.

Il gioiello dei cieli. C’è un falcone, molto elusivo quanto abbastanza raro, che in Italia, conserva, nonostante tutto, la principale popolazione dell’Unione Europea, con almeno il 70-80% di tutte le coppie nidificanti! Le ultime stime del Piano d’Azione Nazionale sul Lanario, davano un totale tra le 140 e le 172 coppie riproduttive, la metà quasi, concentrate in Sicilia, da sempre la patria di questo magnifico uccello rapace. I lanari italiani però, hanno qualcos’altro di eccezionale, essi infatti, appartengono ad una rara sottospecie diffusa solo nell’Europa e fino al Caucaso, passando per la Turchia. Il nostro falco Lanario o più semplicemente Lanario (Falco biarmicus feldeggii), con un’apertura alare tra i 100 e i 110 cm (le femmine più grandi dei maschi), da adulto, presenta le parti superiori di colore grigio cenere, con coda e groppone più chiari, la nuca e le parti posteriori del collo rossastre, con il mustacchio scuro e abbastanza stretto, quest’ultimo, un tratto inconfondibile! Le parti inferiori, invece, sono biancastre con gocciolature scure sul petto, che in alcuni individui sono in sostanza assenti, mentre sui fianchi, sono evidenti e ben marcate le barrature; l’iride dell’occhio è sempre scura, mentre è caratteristico il giallo delle zampe, dei tarsi, della cera del becco e dei circoli orbitali. I giovani, sono più bruni nelle parti superiori, con fitte striature scure sul ventre e sul petto, la cera del becco, le zampe e i tarsi, sono vistosamente grigiastri-brunastri. Il Lanario è un tipico rapace degli ambienti aridi e steppici, anche se è assodato ormai, che è capace di adattarsi molto bene a ecosistemi notevolmente diversi. Con picchiate a oltre 300 km l’ora, soprattutto quando sfrutta le correnti ascensionali, il Lanario è un formidabile cacciatore al pari del “cugino” Falco pellegrino, con cui sta entrando in competizione, grazie all’aumento di quest’ultimo. La rivalità tra i due falchi, sarebbe da attribuire alla scelta e all’occupazione dei siti di nidificazione, tenuto conto, che entrambe le specie in oggetto, preferiscono spiccatamente le pareti rocciose, con una particolare aggressività del pellegrino, spesso unita alla scarsità dei siti idonei per nidificare, specie sugli appennini, che acuisce ovviamente la competizione. Il Lanario, utilizza i vecchi nidi di corvidi (soprattutto di Corvo imperiale), ma con qualche esigenza diversa rispetto al cugino. Il falcone Lanario è temuto un po’ da tutti gli uccelli di piccola e media taglia, esso, arriva come un fulmine a ciel sereno sulla preda, anche se in volo, la colpisce inesorabilmente senza dargli scampo! Passeri, zigoli, strillozzi ma anche gazze, taccole e piccioni, quando c’è un Lanario in giro, possono avere i minuti contati, pur se, questo bel rapace, a differenza del pellegrino, non disdegna i micro mammiferi, i rettili e più raramente gli anfibi; soprattutto i giovani, sono soliti cacciare anche grossi insetti. E’ un proiettile vivente, che può arrivare da un momento all’altro con precisione e lucidità disarmante, basterebbe osservarlo cacciare nelle assolate campagne dove ancora, pur se molto raro, vive e nidifica, in alcuni casi, svanisce al binocolo, come se si fosse trasformato in un fantasma! In Italia, come anticipato, risiede la più importante popolazione mondiale della sottospecie feldeggii, confinata sul continente europeo e nei territori a est fino al Caucaso, complessivamente, si stimano tra le 261- 472 coppie totali (pur se in Turchia e aree limitrofe non si hanno stime accurate sulla reale consistenza del rapace, che in quella porzione di territorio, trova comunque una parte importante per la nidificazione). Nel nostro Paese, dall’Appennino bolognese, attraversando la dorsale appenninica e fino all’estremo meridione della Sicilia, il raro Lanario, nidifica nonostante le gravi minacce ancora pressanti. Il silente e vergognoso fenomeno del saccheggio dei nidi per l’utilizzo nella falconeria, il disturbo antropico, legato principalmente alle attività sportive come le arrampicate, praticate direttamente su alcune pareti rocciose (specie nel periodo riproduttivo) e, tutti quei pericoli subdoli, come ad esempio, i cavi aerei sospesi e non segnalati, specie della media e alta tensione, che spesso fanno più vittime di quanto che si crede, sono i principali rischi che occorre subito fermare e regolamentare in alcuni casi. Anche la trasformazione degli habitat e le attività umane invasive nei pressi dei siti di nidificazione, incidono profondamente, sull’allontanamento e sulla repentina scomparsa di uno dei più misteriosi, poco studiati ed elusivi uccelli dell’ornitofauna europea. In Calabria, il Lanario, sempre secondo i dati ufficiali del Piano d’Azione Nazionale, sarebbe presente con solo 4-5 coppie nidificanti. Recentissimi dati, certamente positivi in uno scenario al quanto incerto, confermano, la specie come nidificante con alcune coppie nella regione, che ovviamente, essendo rarissima nel territorio europeo e calabrese nello specifico, va tutelata nel modo più vigoroso possibile. Ogni precauzione è d’obbligo, al fine di proteggere e difendere sia gli individui della specie sia le aree di caccia e nidificazione. Voglio condividere però, per una volta, la notizia di una nidificazione andata a buon fine, di quella che potrebbe essere un’insolita quanto spettacolare nuova coppia, sconosciuta fino ad oggi. Già da alcuni anni, avevo registrato la presenza della specie fin dentro il cuore della Sila, ecco perché mai dimenticherò quella femmina adulta a oltre 1400 metri di quota nel Parco Nazionale della Sila, era a caccia, chissà se salita sugli alti monti, proprio dal sito di nidificazione, che per il falcone potrebbe essere a un tir di schioppo! Un altro interessante avvistamento, qualche anno fa, lo registrai sui tetti delle case di un centro urbano interno della Sila, mai avrei potuto immaginare una scena simile, con i rondoni impazziti per presenza del predatore! Da quattro anni circa, con regolarità, durante il periodo riproduttivo, continui e ripetuti avvistamenti d’individui adulti e sub adulti, si sono concentrati in una specifica area; questi fattori, deponevano per qualcosa di più che una semplice comparsa! Pochi giorni addietro, a coronamento di numerose documentazioni (anche di adulti con prede, in volo verso i pulli) e, dopo aver osservato i giovani lanari, in una zona inaccessibile, circondata da estese formazioni boschive di vario tipo, intervallate da coltivi, pascoli e incolti abbastanza asciutti, ecco finalmente apparire, come in un sogno, le velocissime picchiate e i possenti fischi dei due giovani dell’anno, involati con successo e ancora seguiti a vista dai genitori guardinghi, in uno spettacolo indescrivibile, che certamente ha generato una delle più grandi emozioni ornitologiche della mia vita! Nelle ore più calde di un’estate indimenticabile, in un’arida area incolta, se un Lanario, ti sorvola sulla testa a una ventina di metri appena, girando il capo e osservandoti senza paura, forse, avrà voluto portarti i saluti ma anche un invito, quello a fare sempre di più, per la protezione di questo magnifico uccello rapace! Il Lanario è una specie particolarmente protetta dalla legge italiana, super protetto a livello internazionale, tenuto conto che è rigorosamente tutelato dalla Convenzione di Washington e da quella di Berna; è tra le specie in allegato I della Direttiva comunitaria “Uccelli”. La lotta senza quartiere al bracconaggio e a ogni forma diretta di persecuzione, prelievo e disturbo della specie, deve essere la priorità per le istituzioni, con il giusto e qualificato supporto delle associazioni e dei gruppi di ricerca, che, spesso con immani sacrifici personali, si spendono ogni giorno, non solo per studiare la specie ma anche e soprattutto per tutelare habitat e animali, nel costante mirino di gente senza scrupoli. Oggi i responsabili a pieno titolo, della rarefazione di una delle più affascinanti e magnifiche specie del mondo intero, sono tutti quelli che in un modo o nell’altro, hanno attentato, attentano o hanno l’idea di attentare alla massima espressione di libertà, che noi umani, possiamo solo sognare di conquistare, magari proprio osservando, con il più grande rispetto, il volo tenace del fantastico Lanario! Gianluca Congi © - www.gianlucacongi.it

Tratto da MeteoWeb.eu, dov'è presente il testo con la gallery completa di tutte le immagini dei lanari calabresi

 

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