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Il Capovaccaio, tra seri timori e grandi speranze! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Martedì 16 Febbraio 2016 20:40

Tobia in volo nel crotonese dopo il rilascio - foto E.Muscianese Un ambizioso progetto del CERM in collaborazione con la StOrCal, riporta nel Marchesato crotonese, in Calabria, la seria possibilità di una nuova alba per il Capovaccaio, un piccolo avvoltoio, conosciuto con il nome locale di “Pasqualina”, in Italia ormai sull’orlo dell’estinzione.

Un silenzioso quanto inesorabile destino, sta perseguitando un mite e antichissimo uccello, nell’indifferenza più noiosa, di chi, l’ha portato ormai prossimo alla scomparsa dal nostro Paese. Con circa sette coppie nidificanti in Italia, il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è una delle specie di uccelli più rari qui da noi, secondo la Lista rossa dello IUCN (International Unione Conservation Nature), in imminente pericolo di estinzione! Questa specie vive, veramente molto rara, nelle regioni meridionali, in particolare tra la Basilicata, la Calabria e la Sicilia. Solo qualche anno addietro, una coppia si era riformata in Puglia. Essendo un uccello migratore transahariano, sverna in Africa per poi giungere in primavera, di fatti gli anziani delle marine, ancora oggi lo ricordano, simpaticamente, come la “Pasqualina”, giacché era solito comparire proprio in prossimità del periodo pasquale. Nei primi anni ’70, il Capovaccaio contava una settantina di coppie nidificanti e l’areale di diffusione si estendeva anche ad altre regioni, in pratica fino al Lazio e Toscana. In Calabria, la storica roccaforte è stata da sempre il Marchesato crotonese, qui, dopo la notevole contrazione degli ultimi decenni, fino a poco tempo fa, resisteva ancora con un paio di coppie. Oggi in tutta la regione, delle ultime tre coppie conosciute, una sola è ancora nota come nidificante e si trova in una località segreta. Circa undici anni fa, alle falde della Sila, nei pressi di una discarica autorizzata a cielo aperto, avvistai un individuo immaturo alla fine del mese di gennaio, chissà se si trattava di un animale nato in Calabria e addirittura qui svernante, visto l’insolito periodo. L’avvistamento fu ripetuto agli inizi di febbraio, ma in seguito si persero definitivamente le tracce. L’estinzione definitiva entro poco tempo è concreta, salvo una netta inversione di tendenza, un vero miracolo, tenuto conto che questo magnifico volatile, noto anche come “avvoltoio degli Egizi”, risente particolarmente degli stravolgimenti ambientali, del disturbo diretto nei pressi dei siti di nidificazione, del bracconaggio per collezionismo, dei bocconi avvelenati e della scomparsa della pastorizia tradizionale, un tempo quest’ultima, particolarmente diffusa nell’entroterra meridionale. Questi animali, erano soliti seguire le mandrie, nutrendosi quindi delle carogne, dei rifiuti organici e dei resti delle placente prodotte dal bestiame, per ciò, svolgevano un utilissimo ruolo di spazzino naturale. In Italia, il Capovaccaio, oggi è costretto a nutrirsi spesso nelle discariche, dove i pericoli aumentano. Un altro problema può essere l’eolico, specie lungo le rotte migratorie o in prossimità delle aree di nidificazione. Quando, stava andando via, nel modo più malinconico, forse non abbiamo fatto nulla di concreto per salvarlo. Oggi, una grande speranza è rappresentata da un ambizioso progetto del CERM (Centro Rapaci Minacciati), che su incarico del Ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare, cerca d’interromperne il triste destino, grazie all’allevamento in cattività, di giovani capovaccai da destinare ad azioni di rilascio in natura. Il CERM, con sede a Rocchette di Fazio (Grosseto) è guidato da Guido Ceccolini, una persona straordinaria, che dedica la propria esistenza terrena a questi fantastici pennuti, scomparsi da gran parte del nostro Paese, grazie, come sempre, a quella forsennata distruzione, generata dalla distorta mente umana. Nel 2015, il progetto è approdato anche in Calabria, una delle storiche regioni, dove quest’avvoltoio è la specie più rara e minacciata. Ben quattro individui, nello scorso settembre, sono stati definitivamente rilasciati nel crotonese, tra i comuni di Santa Severina e Rocca Bernarda, in uno splendido scenario mozzafiato che è Valle Niffi, storico luogo di rari uccelli, compresi i capovaccai. L’immane sacrificio del CERM, sostenuto nell’occasione, dai volontari della StOrCal (Stazione Ornitologica Calabrese), un giorno, si spera possa essere ripagato, magari con un lieto ritorno. Karel e Aneta, sono nati nello Zoo di Praga (Repubblica Ceca), Carmen è nata in Spagna presso lo Zoo di Jerez de La Frontera e Tobia ha visto la luce in Italia, proprio nella sede del CERM. I quattro avventurieri, di cui tre muniti di GPS/GSM e uno di radio satellitare, inizialmente hanno vissuto un periodo di ambientamento, durato alcuni giorni all’interno di una speciale cassa, appositamente realizzata dai membri della StOrCal, con la supervisione del CERM e di Guido Ceccolini in prima persona. L’emozione più grande è avvenuta il 7 settembre 2015, quando vi è stato l’involo dei primi simpatici avvoltoi, nati in cattività e liberati in Calabria. Al tanto atteso evento, c’era un nutrito gruppo di ornitologi e appassionati calabresi, gli stessi che da moltissimi anni, con caparbio e grande impegno si occupano di studiare e proteggere la preziosa avifauna calabrese: Mimmo Bevacqua, Eugenio Muscianese, Salvatore Urso, Manuela Policastrese, Pierpaolo Storino, Antonio Mancuso, Salvatore Salerno, Gianluca Congi, Pino Rocca, Nino Siclari, tutti sotto l’egida del padre spirituale dei capovaccai, Guido Ceccolini, accompagnato, nell’occasione dalla moglie Anna Cenerini. Per quasi un’intera giornata, l’eccezionale avvenimento ha tenuto tutti i presenti col fiato sospeso, anche perché, chi davvero ama questi fantastici amici alati, vive un’intensa emozione, solo a vederli solcare i cieli infiniti. L’ultimo Capovaccaio, Carmen, dal crotonese è partito il 30 settembre, da rammentare che per alcuni giorni, i pennuti, hanno continuato a gravitare nella zona del rilascio, rifocillati dai membri della StOrCal che hanno sorvegliato contestualmente la zona per circa un mese, supportando ogni fase del delicato progetto. Ci vorranno anni, affinché questi animali, una volta diventati maturi, possano ritornare, se tutto andrà bene. Una sfida che avrà certamente tanti ostacoli da superare. Purtroppo già alcuni eventi infausti, si sono messi di traverso, minando seriamente questo sogno. Una strada lunga e molto insidiosa, attende ora il destino del Capovaccaio in Italia, ma ciò non dovrà certo scoraggiare, i tanti appassionati, che in questa terra aspra e difficile, combattono ogni giorno affinché la natura possa riscattarsi assieme a una società che oggi più che mai, ha bisogno di notizie positive come queste. Aver dato speranza al ritorno del Capovaccaio in Italia e in Calabria nello specifico, è già una vittoria di per sé. Forse, occorrerebbe far di più, in primis da parte delle istituzioni, che spesso gestiscono in modo poco oculato le risorse destinate alla tutela del bene più prezioso che abbiamo, la natura e tutte le sue creature. Meno convegni e tavole rotonde aventi oggetto l’ambiente e le sue risorse, più azioni concrete e soprattutto più sostegno a soggetti come il CERM, che conducono seri e mirati progetti, che possono invertire la rotta, verso una rinascita. Quando il Capovaccaio sarà volato per sempre dall’Italia, senza farvi più ritorno, forse, solo allora ci renderemo conto del grave lutto che avrà colpito il cuore della nostra natura. Speriamo che questo sia solo un incubo e non una triste realtà, ma dipende tutto da noi! Il più grande grazie va a tutte le persone che, nonostante tutto, cercano di portare avanti azioni come queste, siano esse di conservazione, di studio o di diretta protezione, contro ogni forma di persecuzione e, distruzione di qualsiasi specie e habitat naturale, in ogni luogo della Terra. Gianluca Congi © 

Già pubblicato e tratto dalla Sezione ZOOLOGIA di MeteoWeb.eu (Clicca qui).

La gallery completa delle immagini è visibile direttamente sul sito MeteoWeb.eu al link sopra indicato.

 

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