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Sulle ali del cielo. Un lunghissimo e faticoso viaggio...di Gianluca Congi. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Lunedì 06 Aprile 2015 12:39

Rondine. ph Gianluca Congi Un’antichissima leggenda armena, narra che la sera del Venerdì Santo, tutte le rondini della Giudea e della Galilea, si riunirono intorno alla tomba di Gesù e che all’alba di Pasqua, quando egli risuscitò, partirono tutte assieme in coppia, ad ali spiegate verso ogni luogo del mondo, per diffondere la novella, ancora sconosciuta, dell’avvenuta resurrezione del Signore!

Ai giorni nostri, i contadini, dicono che sia di buon auspicio, vedere le rondini fra la domenica delle Palme e la Pasqua. Che cosa spinge questi esili uccellini, a sfidare un viaggio di oltre 11.000 chilometri, dall’Africa del Sud fino a sotto i nostri tetti? Vengono certamente per riprodursi, solo il tempo di generare altra vita e poi di nuovo avventurarsi in un lungo ritorno nei luoghi di svernamento, a volte occorrono settimane, volando per oltre 300 chilometri in un giorno; le rondini italiane, per la maggior parte, trascorrono l’inverno nella Repubblica Centroafricana. Un bambino di una scuola elementare, molti anni addietro, mi rivolse, nel silenzio tipico della riflessione, un’attenta quanto complessa domanda: ”Come mai questi uccelli non fanno il nido nella calda Africa? Devono rischiare la vita ogni anno per arrivare fin da noi?”. Alla disarmante curiosità dei bambini, sempre sincera e profonda, in fondo, non seppi dare una risposta esaustiva. Dovevo dire, che molti pennuti, compiono questi imponenti spostamenti per cercare fonti di cibo, perché devono rifugiarsi da avverse condizioni meteorologiche o perché la riproduzione è quell’istinto che consente a ogni creatura di questa Terra di continuare a concepire la vita nonostante le difficoltà? Gli risposi più semplicemente, dicendogli che la migrazione degli uccelli è forse ancora oggi quanto di più misterioso e affascinante ci possa essere! Nella Sila calabrese, giungono molti uccelli migratori, per restare in tema, i più comuni che osserviamo nelle nostre città, sono i balestrucci, i rondoni comuni e i rondoni maggiori. Altre specie simili solcano però i nostri cieli, il meno comune e nidificante Rondone pallido o la non migratrice, Rondine montana, che anche in pieno inverno si vede volare sulle case di San Giovanni in Fiore (Cs), dov’è presente con una buona e stabile popolazione nidificante. Molto sporadicamente è stato registrato il passaggio della Rondine rossiccia, in Italia specie molto rara come nidificante, conta pochissime e localizzate coppie anche nella provincia di Cosenza. Nelle campagne limitrofe alla cittadina di Gioacchino da Fiore è presente ancora con poche coppie, la ben più nota Rondine comune, bellissimo uccello dalla gola rossa e con la coda dalle lunghe punte, fin dai tempi antichi al centro d’innumerevoli racconti. Purtroppo la Rondine, sempre più rara, vive soffocata dagli stravolgimenti che l’uomo ha imposto alla nostra natura, senza tener conto di quest’ultima, come se in casa altrui si potesse fare ogni cosa senza chiederne il permesso. Bisogna avere il massimo rispetto per queste e per le altre creature, i nidi dei balestrucci, delle rondini e dei rondoni non devono essere rotti. Questi Passeriformi hanno un ruolo importantissimo, mangiano miliardi d’insetti e di zanzare, ritornando utili anche all’uomo stesso, che dovrebbe finalmente bandire i veleni che si spruzzano scelleratamente per terra e per aria. Spesso ci si lamenta di un piccolo nido globoso sul nostro davanzale, secondo taluni, sporcherebbe le mattonelle. Sappiate solo, che questi sacri uccelli, si spostano da una parte all’altra del mondo, realizzando lunghissimi quanto faticosi viaggi e, chissà in quanti non ritorneranno più, terminando l’esistenza nell’immane e pericolosa traversata dei due continenti. Saranno perciò i loro figli, nati proprio sui nostri balconi o nelle nostre campagne, a far continuare la vita, le generazioni e ad animare fin dagli albori, gli infiniti cieli di questa Terra. Quando l’estate volgerà ormai al termine, molte rondini e balestrucci inizieranno a riunirsi in grandi e rumorosi stormi, visibili, specie il mattino presto, sui fili dei pali della luce. Non sarà finita una vacanza, ma una nuova era, un nuovo e immenso viaggio starà per iniziare, alla volta degli sperduti angoli del continente nero. Non finirò mai di pensare, che l’uomo, dovrebbe solo ammirare e rispettare ciò che Madre Natura c’insegna e ci mostra fin da quando abbiamo avuto in regalo, il dono della vita. Che ne sarebbe del nostro cielo senza i colori e senza le frenesie dei magnifici uccelli in volo? Nell’insana convinzione di grandezza che abbiamo, vi chiedo, chi è l’essere più piccolo, la Rondine o l’Uomo?

Gianluca Congi © – membro del G.R.A.C (Gruppo Ricerca Avifauna Calabra) e della StOrCal (Stazione Ornitologica Calabrese). Già Presidente WWF-Altipiano della Sila e già Coordinatore Prov.le Guardie LIPU

Tratto da: GeaPress (www.geapress.org) - "L'intervento" del 5 aprile 2015.

Rondini. ph Gianluca Congi Balestrucci. ph Gianluca Congi

(Nelle immagini dell'autore: in alto a sinistra una Rondine ripresa nelle campagne di Lagarò (Celico); in basso a sinistra, un gruppo di rondini a fine estate, sui fili della luce nei pressi di Campo San Lorenzo (Spezzano della Sila); in basso a destra un nido con due balestrucci pronti al volo, ripresi nel centro abitato di San Giovanni in Fiore. Informazioni: queste e tutte le altre immagini riprese dall'autore, sono state realizzate con opportune tecniche (tra le quali l'ingrandimento) e con attrezzature idonee alla foto dalla distanza, al fine di non arrecare alcun minimo disturbo e/o fastidio agli animali e ai loro habitat).

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