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Uno sguardo profondo... PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Lunedì 03 Novembre 2014 18:52

alt Potrà sembrare scontato o addirittura superfluo, dire che, lo sguardo di un animale è forse la cosa più sincera che ancora possa esistere su questa Terra!

Mi chiedo sempre: “agli animali, cosa diamo in cambio per il loro indefesso e smisurato amore?” Esiste un ipotetico paragone, tra una ciotolina di acqua o qualche croccantino, in confronto alle fusa di un gattone o alle smorfie di un fido? Credo, che a questa domanda, non possa seguire alcuna risposta. Nelle buie giornate, quando i pensieri cattivi attanagliano le nostre menti, spesso, a risollevarci, sono proprio loro, i nostri veri amici. Eppure c’è ancora chi, in barba ai sentimenti e alle leggi, osa maltrattare o peggio uccidere un povero e indifeso animale, sia esso di strada o tenuto in compagnia. L’ipocrisia di noi esseri umani non ha confine, consci o inconsci dei nostri barbari comportamenti, non riusciamo a comprendere ciò che questi rappresentano. Del resto, in natura, non esiste il bello contrapposto al brutto o il buono antitetico al cattivo, siamo stati noi sapienti ad etichettare quello o quell’altro animale come malvagio o addirittura pericoloso. Chi è il vero pericolo per l’umanità? L’uomo con le sue stupide cattiverie o i cani randagi, da noi confinati a una triste esistenza? Ad ogni modo, ci sono pure tantissime persone che ricambiano degnamente quanto di bello, ci possono trasmettere i nostri piccoli grandi amici. Personalmente, per scelta, non possiedo alcun animale di proprietà; nel tempo, ho preferito adottarne a decine, tra gatti e cani di strada, dando semplicemente quel senso di protezione, quel poco di cibo o soltanto una carezza, di cui tanto avevano bisogno, per sentirsi anche loro parte di questo brutto mondo. Per la verità, in passato, ho forse trascurato gli animali domestici per dare invece molte più attenzioni ai selvatici, giacché questi ultimi, da epoche millenarie, hanno più nemici; così tra falchi, lupi, vipere e uccelli di vario genere, con gli anni, ho fatto quello che potevo per strapparli alla morte, spesso non riuscendoci perché anch’io non mi sono mai sentito un essere perfetto, noi umani si sa come siamo! Oggi, col pensiero per loro, che abitano fuori dalla nostra porta, tra il freddo e il sole, conducendo inequivocabilmente sempre la stessa vita, ogni giorno che passa, non chiedendo che solo un po’ di affetto in cambio di tanto amore, dico, facciamo qualcosa, altrimenti, saremo solo dei banali e inutili esseri viventi. Basta uno sguardo profondo nei loro occhi, per comprendere delle volte anche la nostra stessa anima! Che mondo sarebbe senza un abbaio o un miagolio soffuso che proviene dallo stretto sotto casa? Non lamentiamoci mai della loro presenza, c’è davvero tanto e di peggio già a partire dentro di noi stessi. Alla mia ragazza, che dell’amore per gli animali ne ha fatto una vera esigenza di vita! Gianluca Congi ©

 

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