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San Giovanni in Fiore (Cs): il paese delle volpi e delle faine. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Domenica 02 Gennaio 2011 17:48

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Tempo fa mi ero preoccupato di trattare su un periodico locale, il fenomeno delle volpi in città, spinto dalle numerose richieste di informazioni in merito e dalla voglia di dare le giuste informazioni ecco che uscì un pezzo dedicato esclusivamente alla nostra amica dal pelo rosso e dalla folta coda.


Bene, ai lettori più attenti, sicuramente non sarà sfuggito il concetto che questi animali ormai si sono “urbanizzati”, essi sono spinti essenzialmente da uno dei bisogni primari che è comune a tutti gli esseri viventi, ovvero il mangiare, del resto chi non mangia non sopravvive, pare evidente altresì che la disponibilità alimentare è maggiore in dei luoghi piuttosto che in altri, vedi ad esempio le migrazioni di massa nella Savana da parte di talune specie. Attenzione, nemmeno l’uomo sfugge a questa situazione, con gli anni che verranno, viste le condizioni socio-economiche ma soprattutto ambientali, molti popoli saranno costretti a spostarsi alla ricerca di cibo e acqua, in particolare nelle zone più aride del pianeta, fenomeno che sta avvenendo già ora nel disinteresse generale specie dei paesi occidentali. Ritornando alle volpi, se in città è molto più facile reperire il nutrimento, perché tra cassonetti, tra resti e scarti vari, tra la gente che addirittura in delle zone lascia il cibo per questi animali oltre che per i randagi, pare ovvio che gli animali si siano ormai abituati, hanno compreso che la vita in città è più facile e addirittura i rischi sono ridotti. E’vero che le auto costituiscono una minaccia ma in compenso nessuno prenderebbe un fucile per sparare una Volpe in pieno centro abitato, almeno non si ha notizia di un gesto simile. Oggi è raro assistere a segni di intolleranza, i primi tempi accadeva, adesso la gente osserva e anzi non resta più nemmeno tanto stupefatta, le volpi in città sono un qualcosa di quotidiano, specie al calar delle tenebre, considerando che imbrunisce presto, di questi tempi è maggiore la possibilità di osservare una Volpe in giro. Non mi dilungo nel riportare i luoghi di principale avvistamento, in ogni caso ci sono delle zone dove praticamente l’arrivo della Volpe è preciso come un orologio svizzero; il carnivoro deve ringraziare che non sono i tempi di una volta quando i gallinai erano sotto la porta di casa, altrimenti avrebbe avuto di sicuro una vita molto ma molto più difficile. Stesso fenomeno per le faine, piccoli mustelidi agilissimi che popolano ormai il centro storico ma anche le parti nuove, si rifugiano nelle case vecchie o nei ruderi, si nutrono di roditori ma d’estate sono alla continua ricerca dei nidi e dei piccoli di rondone, gironzolando sui tetti, rispetto alle volpi sono più schive, scappano subito. A dire il vero le faine sono state le prime inquiline tra i carnivori selvatici, ci sono da molti ma molti anni, qualche volpe di tanto in tanto si osservava in periferia ma mai come ora, sono in pieno centro abitato, anche le faine hanno percorso il primordiale bisogno di nutrirsi per sopravvivere, ecco il richiamo a Charles Darwin, "Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento", pare ovvio che questa teoria sia azzeccata anche per spiegare il fenomeno di cui stiamo trattando, l’ambiente cambia, le specie si adattano ai cambiamenti, può essere anche un cambiamento locale e ristretto ad una porzione limitata di territorio ma se è inevitabile una o più specie si adeguano se vogliono sopravvivere, ovviamente. Consiglio però di non abituare gli animali selvatici ad una vita “facile”, è scorretto dargli da mangiare, vengono esposti ad uno stile di vita comunque non proprio “naturale” anche se i concetti fin’ora espressi spiegano o tentano di spiegare un fenomeno comunque delicato per loro. Sarebbe bello riportare gli animali selvatici nel loro habitat, purtroppo l’uomo invade giorno dopo giorno, gli ambienti naturali, spesso arrecando a quest’ultimi squilibri irreparabili, a quando una seria presa di coscienza che anche noi siamo degli ospiti e non i padroni su questa Terra che non ci appartiene???



Gianluca Congi

 

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