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I sentieri dell'anima e del cuore. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Mercoledì 13 Gennaio 2010 12:27

Alla scoperta dei veri valori della vita umana e della spiritualità tra uomo e natura.

Voglio raccontarvi di un giorno che resterà per tutta la mia vita, nel mio cuore e nella mia anima, di un giorno speciale e straordinario, di quelli che ti insegnano molte cose, soprattutto del vero e autentico valore della vita umana che trova un equilibrio spirituale davvero fuso assieme alla vita del Creato, concepita sottoforma di Madre Natura.

Rudere, Colonia don Bosco. Era un pomeriggio del Maggio del 2006 quando Antonio Rotundo, storico attivista del WWF di Savelli, già Consigliere regionale, mi chiamò da Roma, sul cellulare... dopo una conversazione incentrata sui soliti discorsi che fanno due persone che si sentono purtroppo non spesso...ma che hanno in comune la passione per la natura...ecco che Antonio mi svelò il motivo principale della sua chiamata, “ci sarebbe da fare un favore al WWF e a due persone di Roma, in pratica due coniugi, di cui uno di loro originario della Calabria e di Crotone nello specifico, ci sarebbe da fare un’escursione in Sila, in un posto a mia scelta, ma un posto speciale”...mi feci due conti, come al solito ero incasinato tantissimo e il tempo per me e come il vento, và e viene, a volte le giornate passano senza che me ne accorgo...Antonio insistette, mi disse che tanti anni fà, tipo un decennio, queste persone erano state a Savelli, dopo tanti anni lo avevano ricontattato, questa volta con l’intenzione di inoltrarsi nella Sila più cupa e profonda...

Da adesso in avanti, lo racconterò sotto forma diversa…allora, Antonio mi insiste sempre più e alla fine dice, “fammi questo favore...solo tu puoi farmelo!!!”. Tentenno parecchio in quanto quel periodo non era uno dei migliori e anzi sarà uno dei più bui della mia vita...mia zia, la mia più cara zia, tipo una seconda madre, sta male in Ospedale, molto male, ogni giorno può essere un fascio di vita strappato su questo Mondo...cui destino purtroppo non guarda neppure in faccia le persone più buone ed umili, quelle persone che per una vita intera hanno vissuto di sacrifici, tipo mia zia che per oltre 40 anni è rimasta senza marito e che non ha voluto saperne più di nessun altro uomo, che ha camminato con le scarpe rotte nella neve per mandare a scuola i tre figli, tutti diplomati, di quei tempi era una cosa non da molti, scusate se ora ho dilungato nel personale, era per me inevitabile sia per quello che questa persona ancora rappresenta, sia perchè forse, proprio l' angelo di mia zia, quel giorno mi ha fatto capire che aiutare gli altri, specie i sofferenti, dà alla propria vita un senso maggiore...un senso vero al di là di ogni altra cosa.

Riprendendo la telefonata...alla fine dico di sì, accetto; Antonio tira un sospiro...mi racconta di un ipotetico programma, mi dà nomi e cognomi e i contatti, mi dà altre informazioni...ma solo alla fine della telefonata mi dà l' informazione più significativa, che cambia tutto il discorso e il senso di quello che ho raccontato e che racconterò a breve...mi dice testuali parole... ''Sai, loro due, entrambi, sono dalla nascita...non vedenti!!!'...Resto di ghiaccio...non quanto per la loro condizione, ci mancherebbe, per carità, ma come farò a portare due non vedenti, a piedi, nel cuore più profondo della Sila, con tutte le difficoltà, i pericoli e comunque come sarà la giornata...lunga...e per ciò sicuramente non facile, perchè le parole non possono sempre spiegare quello che gli occhi vedono...mi faccio non pregiudizi, non idee di disimpegno ma cerco solo di capire come organizzare al meglio la cosa...del resto in vita mia ho già avuto a che fare con persone non vedenti, lungo sentieri, ma piani, regolari, brevi e frà l' altro con pannelli dove le spiegazioni, al tatto, erano accessibili anche a loro, dove massimo in 15 minuti potevi dire quello che dovevi...ora era tutto diverso...un’escursione in piena foresta, lontano da ogni contatto umano, niente cellulari,vie, case, nessun aiuto, se non un’autista che avrebbe portato i due coniugi al Bivio della Superstrada là dove ci saremmo dovuti trovare di primo mattino...Antonio continua, con la sua voce pacata e calma...dicendomi di non preoccuparmi perchè loro se la cavano molto bene e che non hanno paura di niente...che stanno programmando anche una escursione sul Pollino e che non sono nuovi a questo genere di cose....anzi tutt'altro, sono degli amanti e appassionati di natura...insomma una sfida...se non fosse per le belle parole di Antonio che mi incitano a fare questa esperienza...”sarai come sempre all' altezza...vedrai...''...continua...nella mia mente non pochi dubbi...poi come già anticipato, il fatto di mia zia gravemente malata in Ospedale, non mi teneva tranquillo più di tanto...però alla fine avevo accettato...pensando dove andare...cosa fare e soprattutto quale approccio dovevo impostare, eppure da lì a poco avrei trascorso una tra le più belle della mia vita...nonostante la tristezza per la mia zia...sempre più ammalata...

Per rispetto delle persone che cito, dico solo il nome di uno dei due coniugi, Marcello più sua moglie, Marcello è un musicista, la moglie una psicoterapeuta, due persone straordinarie, perchè già quando le chiamai per accordarmi, mi fecero da subito capire che erano eccezionali per cui ne valeva la pena conoscerli...mi chiesero di tutto...in specifico dell'abbigliamento, quando dissi che avremmo fatto un percorso tranquillo e piano, di difficoltà bassa, ecco che subito incalzanono..'ma come...noi veniamo in Sila...mica andiamo al Parco della città...vogliamo andare nel posto più bello e più naturale che conosci...del resto Antonio ci ha detto che sei un profondo conoscitore della Sila e un amante della natura da non poco...mica ora ci deluderai?'...restai attonito per la verità...mi sentivo piccolo, piccolo, ma piccolo in un modo che non avete idea...piccolo rispetto alla grandezza di certe frasi e di certe persone...cui Dio evidentemente aveva tolto tanto ma per dare il doppio del tolto!!! Dopo alcuni giorni…finalmente l'appuntamento tanto atteso....

Di primo mattino...lascio la macchina al Comando Stazione del Corpo Forestale di San Giovanni e scendo a piedi sulla vicina superstrada, con lo zaino alle spalle e due bastoni, per loro, l'avevano richiesti...ecco che conosco finalmente quelle voci...due persone all'apparenza normalissime...perchè non erano certo gli occhiali scuri a celare il loro vero animo...da subito mi fecero sentire a mio agio, li accompagnava un signore del paese di origine di Marcello...un signore dalla tipica aria della gente di marina...come si dice dalle nostre parti di montagna...l'accento tipico crotonese, molto pacato nei discorsi...mi sedetti avanti per fare strada...pronti, via verso il Germano e da lì verso il vecchio Parco Nazionale della Calabria, il cuore del neo Parco Nazionale della Sila, giunti verso la Valle del Neto...lasciammo l'auto, per prendere un sentiero...Marcello abbracciò l'autista...la signora mi prese dal braccio...con il bastone alla mano e lo zaino alle spalle...ecco che ci incamminammo verso quella che sarebbe stata una giornata indimenticabile...Iniziammo con tante domante a tema...sulla vegetazione, gli animali, i problemi della Sila, Marcello si mostrò sensibilissimo al problema incendi...mi fece capire che erano delle vigliaccate, quelle che i piromani mettevano in atto, bruciando i boschi...il discorso prese sempre più vigore...soprattutto quando iniziarono le difficoltà...pur vedendo che essi non ne avevano poi così tante, anche se aiutati da me e dall'autista...erano davvero dei ' lottatori di vita'...che emozione fù il sentirsi tirare...il percorso sembrò il raggiungimento di una meta lontana...mi accorsi che non ero io a portare loro ma loro che stavano portando me...alla fine io facevo solo strada...dicendo dove andare...erano loro quelli che sembrano avere lo sterzo ma soprattutto l'accelleratore...incredibile ma vero!!!

Un emozione...non mi sarei mai immaginato di essere a circa 5 chilomentri di distanza dalla partenza, dopo un tre ore circa...là dove non si sentivano rumori e disturbi vari...solo il cinguettio degli uccelli...incominciai ha capire che io, rispetto a loro due, ero un“povero”...loro avevano molto di più...avevano un sesto senso...ad ogni cinguettata, mi chiedevano..."Gianluca....Gianluca...che uccello stà cantando ora?"...ed io a spiegare puntualmente il canto, a tratti in difficoltà perchè ero talmente preso dall'osservare quella lezione di vita...che non sentivo nemmeno i miei passi, figuriamoci se sentivo gli uccellini cantare...o il tambureggiare del Picchio nero, un relitto dell'ultima glaciazione, presente in modo elusivo e non comune in modo particolare sulla Sila nelle foreste mature e ben conservate oltre che poco disturbate...Restavo sempre più assuefatto dalla loro irrefrenabile voglia di scoprire, di conoscere, di sapere...gli facevo palpare ogni foglia di un albero incontrato, cercando di fare dei trabocchetti per visionare se avessero appreso, forse non credevo a me stesso, cercando continue conferme, ero attonito per tutto quello che mi stava capitando...mi sentivo dire...' Gianluca...Gianluca...ecco questo è un Faggio...!!!'...mi giravo...e vedevo che effettivamente di un Faggio si trattava...Abbiamo mangiato in una radura...ci siamo riposati... si sono asciugate le loro scarpe bagnate dal fiume... al sole cocente del mese di Maggio in alta montagna...avevano voluto camminare nell’acqua semi scalzi…

Ero sempre più convinto che quel giorno mi sarebbe restato in mente per molto tempo e per sempre...un viaggio nella vita…quella vera...ero io a prendere lezioni di vita...mi sentivo io quello che dovevo apprendere....quello estraneo a tutto il contesto…ormai loro due erano gli indiscussi padroni della situazione...chi li fermava...il fiume non c’era riuscito...i sassi neppure...neppure il sentiero dirupato e la frana che aveva travolto parte di un passaggio...o il fango del pantano sotto i faggi secolari, quei pochi che restano ancora in Sila...da cui sono tratte le foto che potete vedere correlate nel racconto...nessuno e niente li aveva fermati...spinti da una voglia di vivere stupefacente...spinti da un qualcosa di indescrivibile e inspiegabile...stanchi?...neppure a dirlo...quando mai...si proseguiva...è stato un giro enorme...almeno un 12-13 chilometri, dal mattino presto fino al pomeriggio inoltrato...ero stato così bene che quel sentore di benessere e di felicità aveva persino scacciato i pensieri brutti e negativi dalla mia mente...come detto presa dalla malattia di mia zia...

Forse il significato più grande rispetto alla mia enorme tristezza...dato da quel giorno speciale e indimenticabile mi fù offerto quando ad un tratto sentì un urlo di gioia infinito...che prima lei e poi lui...fecero nei boschi dell'Arnocampo...un urlò da far rizzare i peli dalle carni...ebbi modo di ascoltare, gridando a squarcia gola... 'che splendida giornata...sono contentissima...la vita è bella!!!'...è stato difficile contenere l'emozione di quel momento...fui segnato nell’anima...non credevo che nella vita potessero capitare cose talmente belle e piene di significati...vedere quelle persone, non vedenti da sempre... sentirle come esseri veri, unici, profondi...capaci di darti emozioni indescrivibili...capaci di guidarti...ma soprattutto di darti la carica e di farti capire che la vita è un dono meraviglioso cui davvero non c’è prezzo...guardate che sono cose che non capitano tutti i giorni...mi sento fortunato e devo io...ringraziare loro per avermi fatto vivere una giornata... neppure nei sogni credevo che potesse esistere...i loro mille ringraziamenti fatti...per me sono come insignificanti parole...mentre il mio grazie per loro non finirà mai...soprattutto perchè dopo pochi giorni, da quella magnifica esperienza...la mia zia mi lasciò per sempre...in tante lacrime...e tanti pensieri…forti e forse incolmabili...ma in fondo...Dio stava per togliermi una persona per me troppo cara...ma in compenso era venuto forse incontro facendomi conoscere due angeli...mi avevano fatto vivere un’esperienza di vita indimenticabile...l’ho presa ad esempio anche nei momenti difficili...per questo credo che in quel giorno...lungo quei sentieri...la mia anima abbia fatto un tuffo nella vera vita...quella profonda, piena di spirito positivo e di senso umano... il mio cuore...si è riempito di positività e di sentimenti...in quei boschi ameni...ancora abbarbicati a queste fantastiche montagne...si sono incontrate e fuse le anime degli uomini con quella sacra è unica della natura...che emozioni!!!

Una lezione di vita nella natura è qualcosa di indescrivibile, anche questo racconto non può spiegarlo.

Gianluca Congi 

 

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