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Un Fiore con cinque petali azzurri PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 05 Gennaio 2012 12:22

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Spesso per rigenerarsi è necessario il primordiale silenzio che regna in alcuni angoli della nostra amata e amena Sila. Un sentore che è quel distacco dal mondo – casino, dai problemi e dai lati negativi che purtroppo sono l’altra faccia di una medaglia che si chiama esistenza sul mondo terreno. Io la ragiono così. Ognuno di noi avverte bisogni differenti, come quando ti capitano delle negatività assolute. Ti viene la voglia di scappare nel luogo più lontano che esiste, ma poi se ci pensi bene, arrivi alla conclusione che forse non è la soluzione alle difficoltà, cerchi di affrontare la realtà, solo così hai la forza di andare avanti.

 Forse è anche superfluo parlare di ricordi e rammenti di vita, per rispettare un’anima, la tregua è l’arma migliore. Si dice che un’anima abbia un corpo materiale ma anche uno spirito immortale, basta solo pensare che la memoria non potrà mai essere cancellata da nessuna forza al mondo. Nulla può estinguere il cammino di ognuno di noi, la traccia che segniamo su questa Terra è indelebile, anche se la calpestiamo per un solo giorno. Del resto uno, cento, mille o un milione di giorni sono tutti uguali davanti al soffio vitale. Per questo, personalmente, non dimenticherò mai i sorrisi dei nostri cinque angeli, come giustamente sono stati definiti da ognuno di noi. Credo che siano anche cinque petali di un unico fiore. Un fiore azzurro come il cielo, splendido e che non seccherà mai. Il tempo non scalfisce ciò che di bello lasciamo quaggiù, non dimentichiamocelo. Di persona ho avuto il piacere e la grande fortuna di conoscere Domenico, Frank, Robert e Samuele, ovviamente in circostanze differenti. I miei pensieri sono come i vostri, diversi ma autentici. Domenico da piccolino mi chiedeva se poteva andare a fare la legna per la “focera” lungo la “Tavola parata”, una zona adiacente al Fiume Neto, nel quartiere dell’Olivaro, ne sono passati di anni. Recentemente mi domandava sempre se sapevo qualche zona dove spostarsi per fare motocross, magari assieme a Robert, come quando quel giorno a Gimmella, prima della pista, un ragazzo buono, con le passioni che spesso sono importanti per confrontarsi e crescere. Robert amava quelle due ruote ma mi diceva che era uno sport e che doveva essere fatto rispettando la natura, con un chiaro e grande senso di responsabilità. Di Frank che dire, un ragazzo educatissimo, a cinquanta metri ti suonava o lo sentivi dietro le spalle: “Ciao Gianlù”, ti giravi e lo vedevi con quello sguardo affettuoso, un’educazione disarmante, come disarmanti erano le sue acrobazie. Samuele, non dimenticherò mai un passaggio in auto, era un giorno di quasi tempesta, lo lasciai alla Sala Giochi vicino l’ospedale, mi ringraziò infinite volte, come se avessi fatto chissà che cosa. Oppure quando un’estate, sul corso, mi chiese “Capu Giallù, sti amici miei devono andare a fare il campeggio, possono andare in quella zona? Faranno i bravi garantisco io”. Un gran bravo ragazzo, sul serio e senza retorica. Erano tutti dei bravi ragazzi, inutile ripeterlo. Sembrano stupidaggini, ma in me ho vive queste immagini, rievocazioni indelebili, proprio come se fosse ieri e credo che sarà per sempre così, ne sono convintissimo. Conoscevo di vista Emanuela, con quel viso dolcissimo; solo a osservarla, l’espressione della bontà stampata nello sguardo. D’altronde rispecchiava i genitori e i fratelli, persone gentili, umili, oneste e tutto quello che si addice alla gente per bene, come del resto lo sono tutti i famigliari di questi nostri angeli, cui dovrà andare il massimo affetto. Ognuno di noi ha avvertito un pugno allo stomaco, una pugnalata al cuore, un brivido senza fine, in tutta la mia vita non ho mai visto una città così colpita, così composta, una comunità totalmente partecipe e coinvolta non solo emotivamente, sicuramente è questa la vera San Giovanni in Fiore. Adesso, ci auguriamo che i propositi dei famigliari, dei tanti giovani, del Presidente Oliverio, del Sindaco Barile ma soprattutto dei nostri angeli, siano rispettati in fondo. Loro vivranno per sempre con noi, in ogni momento, ovunque e per sempre. Tutti, nessuno escluso, sentiamo la loro presenza, forse più forte che mai. Con tanta emozione, un caro e fraterno abbraccio ai nostri angeli…al nostro splendido fiore della Sila, composto da cinque stupendi petali azzurri.  Gianluca Congi

 

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